Un'opera da 300 mila euro finanziata
dalla Regione attraverso i fondi Pisus

Vicolo Brovedan, consegnati i lavori
di restauro delle latrine pubbliche

Scalettaris: “Un intervento virtuoso che ci consente, senza pesare sulle casse comunali,
di recuperare un edificio e garantire nuovi bagni pubblici e spazi attrezzati per le neomamme”

21_03 latrine Comune 017Dopo i marciapiedi di via Deciani, il Comune dà avvio a un altro importante intervento finanziato dalla Regione nell’ambito del “Progetto Pisus”. Con la consegna del cantiere alla ditta Giannino Di Betta di Nimis, avvenuta lunedì 21 marzo sono ufficialmente partiti i lavori di restauro e riuso delle latrine pubbliche di vicolo Brovedan, storica struttura del centro storico risalente al 1939, da decenni inutilizzata e in stato di abbandono. Un’opera da 300 mila euro che permetterà di recuperare interamente i locali, destinandoli a nuovi servizi igienici pubblici. “Questo intervento, finanziato con i fondi Pisus, fa parte di un piano di valorizzazione degli edifici che insistono sulla cerchia muraria della città – sottolinea il sindaco di Udine, Furio Honsell –. Un recupero che ci consente di offrire un servizio spesso richiesto dai cittadini e che è funzionale anche alla vocazione turistica della città”.

Diversi i lavori previsti dal progetto: a livello strutturale si procederà con la ricostruzione della copertura dell’edificio, attualmente mancante, mantenendo le caratteristiche geometriche originarie. Il solaio del piano terra sarà demolito e abbassato di quota a livello del piano stradale. All’interno della struttura saranno poi sostituite le pareti perimetrali in muratura dei due servizi igienici e saranno collocati dei wc autopulenti. Nel progetto rientra inoltre la sostituzione dei serramenti, con il posizionamento di porte di tipo scorrevole sia all’ingresso sia all’interno. Per quanto riguarda gli intonaci è prevista la rimozione delle scritte che attualmente campeggiano sui muri e la successiva opera di tinteggiatura. I lavori, per i quali da contratto d’appalto sono stimati 240 giorni di tempo, dovrebbero essere completati entro la prossima estate.

“È un intervento virtuoso sia perché ci permette di recuperare un edificio del centro storico abbandonato e in rovina sia perché non pesa sulle casse comunali dal momento che rientra nei fondi Pisus per la riqualificazione del centro città – osserva Scalettaris –. Come sosteniamo da tempo questa è la strada per poter finanziare e sostenere opere pubbliche nel futuro: cercare fonti di finanziamento alternative a quelle a diretta disposizione del Comune, destinate a ridursi progressivamente”.

In linea con gli standard di ormai molte città europee, i nuovi bagni pubblici saranno dotati di un fasciatoio e di un’area utilizzabile per l’allattamento. “Metteremo a disposizione delle neomamme uno spazio attrezzato in una zona centralissima accanto a piazza San Giacomo – spiega Scalettaris –. Sulla base di una pianificazione a cui sto lavorando con la collega di giunta Antonella Nonino, questo sarà il primo dei punti allattamento che l’amministrazione vuole realizzare nel centro storico. Il prossimo dovrebbe sorgere all’interno degli uffici dell’Anagrafe in via Beato Odorico. Per quanto riguarda invece i bagni autopulenti, uno analogo a quelli di vicolo Brovedani verrà realizzato a breve all’esterno della chiesa di San Francesco, edificio attualmente sprovvisto di servizi”.

Per mettere al riparo la struttura da atti di vandalismo e danneggiamenti, l’accesso ai bagni sarà regolato da un sistema elettronico che consentirà l’apertura “strisciando” la tessera sanitaria regionale (Carta regionale dei servizi) o, a pagamento, inserendo un importo (non ancora stabilito) in moneta.

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