Mercoledì 9 maggio alle 18 in sala Corgnali alla “Joppi”

Valerio Marchi presenta
il libro su Pier Antonio Antivari

Attraverso la storia del vescovo, Marchi racconta la storia
della società friulana di fine Ottocento

Un vivido affresco della società friulana di fine Ottocento vista attraverso i documenti dell’epoca e la stampa di quegli anni. Ma soprattutto attraverso la storia di un vescovo amatissimo dai friulani, Pietro Antonio Antivari. Sarà presentato mercoledì 9 maggio alle 18, presso la sala Corgnali della biblioteca comunale “Joppi” di Udine, il volume “Pietro Antonio Antivari Vescovo dei friulani a fine Ottocento” di Valerio Marchi, edito quest’anno da Kappa Vu e al centro del prossimo appuntamento con i “Dialoghi in Biblioteca”. A presentare l’opera sarà Fulvio Salimbeni, docente di Storia contemporanea all’ateneo udinese.

Già direttore del seminario, Antivari anticipò alla fine dell’800 quella che sarebbe stata poi la svolta della chiesa cattolica con Papa Giovanni XXIII. La sua non fu una vita facile in un periodo storico di grande scontro fra liberali laici e cattolici e fra conservatori e progressisti all’interno della stessa Chiesa. Ebbe estimatori fra entrambi gli schieramenti e la sua vita si intrecciò con quella di molte figure importanti della cultura e della società del tempo, compresa quella della comunità ebraica friulana, allora molto presente e attiva. Ai suoi funerali partecipò una folla immensa.

Come sempre, la partecipazione è libera fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni è possibile contattare la biblioteca “Joppi” telefonando al numero 0432 271583.

Valerio Marchi, nato a Roma nel 1960, vive a Udine dall’inizio degli anni Ottanta. Dopo una prima laurea in Giurisprudenza, si laurea in storia della chiesa all’Università di Trieste con il prof. Giovanni Miccoli, e consegue nel 2009 il dottorato di ricerca in storia all’Università di Udine sotto la guida del prof. Fulvio Salimbeni. Ha all’attivo numerose e pregevoli opere di storia dell’ebraismo in Friuli, tutte edite da Kappa Vu.