17 marzo, festa nazionale, alzabandiera in piazza Libertà
ed esecuzione dell’inno nazionale alla presenza della autorità

Unità d’Italia, Honsell: “Tutti i cittadini
espongano il tricolore alle finestre”

Il 16 marzo inaugurazione della mostra sul Risorgimento, proiezione di un film-documentario,
musica con il Conservatorio e castello illuminato con il tricolore.
Musei aperti fino alle 22

“Tutti i cittadini di Udine espongano la bandiera tricolore alle finestre in occasione delle celebrazioni per l’Unità d’Italia”. Il sindaco Furio Honsell, d’accordo con il Prefetto del capoluogo friulano, Ivo Salemme, lancia un appello affinché quante più bandiere italiane sventolino ai balconi e ai davanzali delle abitazioni udinesi il 16 e il 17 marzo, data ufficiale e festa nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia.“Si tratta di un’occasione eccezionale – dichiara Honsell – per riflettere sul significato di cosa voglia dire essere cittadini italiani oggi. Anche se l’Unità d’Italia sembra risalire a un tempo remoto, si è trattato si un percorso molto lungo, conclusosi con la guerra di Liberazione ed ha avuto un impatto molto importante sul futuro del nostro Paese. Un percorso – spiega – di trasformazione dal concetto di suddito a quello di cittadino e l’Unità d’Italia e il Risorgimento hanno rappresentato la presa di coscienza di questo processo. L’origine dell’Italia, dunque, è molto più rivoluzionaria di quanto spesso venga ricordato”.

Fervono intanto i preparativi per la Notte tricolore del 16 marzo e le celebrazioni ufficiali del 17

Per la Notte tricolore il programma è quanto mai ricco. Alle 17 del 16 marzo, nel Salone del Popolo a palazzo D’Aronco, verrà inaugurata la mostra “I 150 anni della storia d’Italia”. L’esposizione documentaria itinerante illustrerà, attraverso filoni tematici, sette periodi storici, dal 1797 ad oggi, e chiuderà i battenti il 30 giugno, per poi spostarsi, a partire da settembre, nelle scuole udinesi. Dalle 19.30 alle 22, invece, sotto la loggia del Lionello, verrà proiettato “non stop” il film documentario “Il Risorgimento in Friuli” di Enrico Folisi. Alle 20.30, in contemporanea all’accensione delle luci tricolore che illumineranno il castello, l’ensemble di ottoni del Conservatorio statale di musica “Jacopo Tomadini” suonerà sotto la Loggia del Lionello, l’inno nazionale a musiche di autori italiani. I musei del Castello, le Gallerie del Progetto, il Museo Etnografico del Friuli e la Galleria fotografica “Tina Modotti”, inoltre, saranno aperti al pubblico fino alle 22.

Il 17 marzo sarà invece il momento ufficiale delle celebrazioni. Il programma della giornata prevede alle 10.30 l’alzabandiera in piazza Libertà, seguito da un breve programma musicale con l’esecuzione, da parte della banda di Cividale del Friuli formata da una trentina di elementi, dell’inno d’Italia, del “Va pensiero” e di alcuni brani di Rossini e Verdi. Per l’occasione, oltre alle autorità, sarà presente un picchetto d’onore interforze tra cui gli alpini della “Julia”. Alle 11.30 spazio ancora all’arte con l’inaugurazione della seconda mostra in calendario. Stavolta saranno i civici musei del Castello ad ospitare l’esposizione (visitabile fino al 2 maggio) “Il Risorgimento: celebrazione e memoria nelle medaglie delle collezioni numismatiche (1848-1870)”. Alle 18, infine, l’ammaina bandiera sempre in piazza Libertà.

“Tutti i componenti del comitato costituitosi per predisporre il programma fino a dicembre – commenta l’assessore alla Cultura e presidente del Comitato Luigi Reitani – si sono sempre trovati concordi dell’idea di organizzare iniziative  non solo legate al momento della nascita dello Stato italiano, ma su tutta la storia del Belpaese, facendo un punto al 150° compleanno e sui grandi snodi della storia italiana e della sua identità oggi. L’idea centrale di tutto il calendario – prosegue – è offrire molti momenti di riflessione evitando il più possibile la ritualità e la commemorazione fine a se stessa, perché l’obiettivo è capire l’Italia e le sue fasi storiche. Il tutto focalizzando l’attenzione in particolare sulle giovani generazioni, destinatari primari di tutte le iniziative”.