Un movimento formato da oltre
200 enti locali italiani

Udine aderisce al manifesto
contro il gioco d’azzardo

L'iniziativa sostiene la necessità di interventi di costrasto al gioco d'azzardo sia
sul piano normativo sia sul piano educativo, culturale, d’informazione e formazione

Anche il Comune di Udine aderisce al manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo, un movimento formato da oltre 200 enti locali italiani che chiedono nuove norme per regolamentare e contenere lo sviluppo di un fenomeno che sta assumendo notevoli dimensioni e sta causando un aumento vertiginoso delle patologie legate al gioco d’azzardo. “Occorre una nuova legge quadro nazionale sul gioco d’azzardo – sottolinea il sindaco di Udine, Furio Honsell –. Per quanto riguarda il contesto regionale è molto importante il passo compiuto dalla Regione con il progetto di legge sulla prevenzione, il trattamento e il contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo patologico”. Il manifesto, elaborato dalle amministrazioni comunali all’interno delle iniziative della Scuola delle Buone Pratiche promossa da Terre di mezzo e Legautonomie Lombardia, sottolinea la necessità di interventi sia sul piano normativo sia sul piano educativo, culturale, d’informazione e formazione per riuscire a contrastare questo grave fenomeno.

In base ai dati forniti dai Monopoli di Stato già nel 2012 il gioco d’azzardo era ormai la terza industria italiana, con il 4% del Pil nazionale, 5 mila aziende, 120 mila addetti, 400 mila slot machine, 6.181 punti gioco autorizzati, oltre il 15% del mercato europeo e oltre il 4,4% del mercato mondiale, il 23% del mercato mondiale del gioco online. Nel 2011 sono stati giocati 79.814 miliardi di euro, 70.262 miliardi nei primi 10 mesi del 2012, il 12% della spesa delle famiglie italiane. I giocatori d’azzardo abituali sono 15 milioni, 2 milioni quelli a rischio patologico, circa 800 mila i giocatori già malati. Le persone più interessate al gioco d’azzardo sono le fasce più deboli e fragili della nostra società, chi ha una minore scolarizzazione, chi ha un lavoro più precario, chi è in difficoltà nel trovare una propria identità. Il triste fenomeno non risparmia nemmeno gli adolescenti o, peggio, i bambini. Si stima che giochi il 47,1% degli studenti tra i 15 e i 19 anni: il 58,1% dei ragazzi e il 36,8% delle ragazze. Gli adolescenti sono più a rischio dipendenza: circa il 4%-8% ha un problema di gioco e il 10-14% è a rischio di diventare giocatore patologico. Addirittura l’8% dei bambini tra i sette e gli undici anni gioca a soldi on line, mentre il 15,3% scommette soldi nei giochi offline.

“Nella maggior parte dei casi l’azzardopatia non è suffragata da finanziamenti per interventi del servizio sanitario – sottolinea l’assessore allo Sport, all’Educazione e agli Stili di Vita Raffaella Basana –, così che nel nostro Paese si è prodotta una situazione a macchia di leopardo, con aree completamente prive di assistenza specifica e aree dove la sensibilità di alcune amministrazioni o operatori del privato sociale ha saputo volte creare servizi e interventi efficaci. In questo senso è molto importante recepire l’indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità e prevedere il finanziamento della cura del gioco patologico”.

Il manifesto pone la necessità di una nuova legge quadro nazionale sul gioco d’azzardo affinché lo Stato recuperi il governo e la programmazione politica sulle attività del settore. “La legge – si legge nel documento – deve contemplare la ridefinizione delle procedure autorizzatorie di fatto azzerate con la deregulation introdotta dalle norme dal 2000 in poi, e ricondurre in un ambito di gestione e controllo il ruolo e le competenze dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli”. Per il movimento è fondamentale impedire realmente l’accesso ai giochi d’azzardo da parte dei minori, intervenire sulla tassazione sui giochi perché sia più equa rispetto a tutte le altre tassazioni, e prevedere un controllo più rigoroso dei flussi di denaro e nei confronti dei concessionari. Ma anche prevedere una moratoria per l’installazione di nuovi giochi e l’apertura di nuove sale gioco, e limitare i messaggi pubblicitari garantendo forme di reale e corretta informazione per il pubblico. Le amministrazioni che aderiscono all’iniziativa chiedono la destinazione di una percentuale degli introiti di gioco ai servizi di sostegno ai malati di gioco e di altre dipendenze, così come dei premi non riscossi ad attività di ricerca, prevenzione e cura del gioco d’azzardo. “Come abbiamo esplicitato nelle nostre osservazioni al progetto di legge regionale – spiega Basana – è molto importante prevedere, la realizzazione di iniziative volte a informare preventivamente la cittadinanza sui giochi d’azzardo, spiegandone le regole, svelando le leggi matematiche che stanno dietro il caso e le scommesse, rendendo noti, con conferenze, mostre e corsi, i loro rendimenti, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle persone. Queste iniziative rappresentano il migliore ”antidoto” a difesa del rischio dalla dipendenza dal gioco d’azzardo”.