I Comuni dell’Aster chiedono
pendolini e servizi a chiamata

Trasporto pubblico,
servono 2 milioni di km in più

Nel documento Udine, Campoformido, Pozzuolo e Tavagnacco
propongono alla Regione più integrazione fra ferro e gomma

Undici azioni mirate a potenziare, riorganizzare e armonizzare il sistema delle infrastrutture di mobilità pubblica e privata, individuando interventi anche nel settore del trasporto pubblico locale della città di Udine e dei Comuni di Campoformido, Pozzuolo e Tavagnacco che fanno parte dell’Ambito per lo sviluppo territoriale (Aster):

sono quelle contenute nel Piano urbano della mobilità (Pum) per l’area udinese, realizzato grazie a un finanziamento regionale che i Comuni ora porteranno sul tavolo della Provincia e della Regione per condividere obiettivi e azioni per potenziare il trasporto urbano pubblico con un sistema fortemente integrato fra la gomma e il ferro. Il piano è stato presentato dai sindaci di Udine, Furio Honsell, (per l’occasione affiancato dall’assessore alla Mobilità, Enrico Pizza), di Campoformido, Andrea Zuliani, di Tavagnacco, Mario Pezzetta, di Pozzuolo, Nicola Turello.

“Uno dei modi per contrastare il progressivo deterioramento della qualità dell’aria è un’azione a medio e lungo termine come quella che prevede il miglioramento del piano della mobilità – ha detto Honsell -. Non darà frutti la prossima settimana, ma di certo li darà nei prossimi anni, quindi è fondamentale iniziare quanto prima. Oggi presentiamo la prima fase del piano, che prevede un’azione sovracomunale e l’ampio coinvolgimento di Provincia e Regione, che hanno autorità e competenza di intervento sul trasporto pubblico locale. Fra gli undici passi – continua il sindaco del capoluogo friulano -, voglio sottolineare la richiesta di incremento di chilometri, una maggiore flessibilità delle linee e una coraggiosa progettazione di integrazione fra gomma e ferro, visto che Udine è un bacino di attrazione per un’area molto vasta per cui non si può immaginare solo una mobilità su gomma”.

Le azioni sulle reti del ferro mirano a configurare un sistema integrato basato sulle reti convergenti su Udine, con servizi navetta, nuove fermate e nuovi sistemi di trasporto in sede fissa, mentre quelle su gomma vogliono dotare i Comuni dell’Aster e quelli del Sistema urbano udinese di un servizio urbano cadenzato e di servizi a chiamata, eventualmente integrando le reti configurando percorsi il più diretti possibile tra poli origine e destinazioni, oltre a migliorare le attrezzature delle fermate. “I sindaci chiedono alla Regione scelte forti – ha evidenziato anche Pizza -, ben consapevoli delle difficoltà di bilancio, ma anche che non si possono più rimandare scelte forti per avere un trasporto pubblico di livello europeo. Ma sarebbe sufficiente potenziare la rete urbana e con i comuni dell’hinterland per arrivare almeno al livello di Treviso”. Complessivamente si tratta di oltre due milioni di chilometri in più, dei quali un milione per l’ambito urbano (con interventi previsti su tutte le 12 linee di bus), 566 mila per i tre Comuni dell’Aster, per realizzare i pendolini che colleghino Udine a Tavagnacco, Campoformido e Pozzuolo e 465 mila per i sei Comuni del Sistema urbano udinese, con l’introduzione di servizi a chiamata che colleghino Udine con Martignacco, Pavia di Udine, Povoletto, Pradamano, Pagnacco e Reana del Rojale.

Per quanto riguarda i bus udinesi, il piano propone la realizzazione di minibus, frequenti e veloci, a servizio del centro storico e la rimodulazione degli orari festivi. Per ognuna delle 12 linee, inoltre, è previsto una ridefinizione di alcuni tratti del percorso che interessano il centro storico e uno studio sulla frequenza delle corse nei giorni feriali, introducendo due fasce diverse di servizio, per aderire meglio alle variazioni della domanda da parte degli utenti nel corso della giornata (servizio forte di otto ore: 7-9, 12-15, 17-20 e servizio debole di sette ore: 6-7, 9-12, 15-17, 20-24).

Indispensabile, inoltre, il coordinamento tra le reti della gomma e del ferro, in particolare con la ferrovia Udine – Cividale lungo il corridoio est (S.S. 54 del Friuli) e tra i servizi Trenitalia nella stazione di Udine e le reti della gomma. Vanno poi realizzati i cosiddetti “nodi di scambio”, ovvero punti attrezzati per lo scambio intermodale (gomma urbana e gomma extraurbana, gomma e ferro) con priorità assoluta al nodo stazione, che deve poter contare su un’infrastruttura appropriata per diventare la nuova porta della città per tutto il sistema di pubblico trasporto. Un’integrazione che deve essere realizzata anche dal punto di vista tariffario: chi usa il treno, con lo stesso biglietto deve poter salire anche sui bus urbani ed extraurbani. Inoltre, per quanto riguarda i nuovi interventi infrastrutturali, va verificata la sostenibilità di un sistema pubblico a guida vincolata verso le grandi polarità a nord-ovest e di collegamenti navetta, in sede fissa, per l’aeroporto del Friuli. Infine, il sistema integrato e le sue nuove opportunità va fatto conoscere ai cittadini, attraverso un’adeguata strategia di comunicazione.

“Come area di hinterland udinese abbiamo un traffico abnorme – ha detto Zuliani – che richiede soluzioni strategiche, che si possono trovare soltanto a livello di area. Simo molto convinti di questo progetto e crediamo nell’integrazione e nella collaborazione, non solo fra i Comuni dell’Aster ma anche di quello dell’intero Sistema urbano udinese”. Come ha evidenziato anche Pezzetta, “La città di Udine in 40 anni è profondamente modificata. Una volta era un emporio commerciale che esercitava attrazione su hinterland, ora anche l’hinterland ha i suoi poli di attrazione. La rete attuale è obsoleta, serve una mobilità molto diversa: quella coi mezzi privati va superata con altre reti, in primis quella del trasporto pubblico urbano, oltre che con altre reti di servizi, da erogare in presenza di infrastrutture, come la banda larga”. Per quanto riguarda Pozzuolo, il sindaco Turello ha evidenziato come “nel documento si chieda prolungamento della linea 3, che termina a non più di 400 metri dall’abitato di Zugliano. Per arrivare a Udine da alcune frazioni ci si mette anche 40 minuti con i mezzi pubblici. Senza un servizio pubblico efficiente dunque – ha evidenziato Turello – non è pensabile che nell’hinterland si possa bloccare il traffico”.

Incremento chilometrico

 

Ambito urbano + 1.215.000 km
Pendolini dei tre comuni dell’Aster (Tavagnacco, Campoformido, Pozzuolo del Friuli) + 566.000 km
Servizi a chiamata nei sei comuni del Sistema urbano udinese (Martignacco, Pavia di Udine, Povoletto, Pradamano, Pagnacco, Reana del Rojale) + 465.000 km
Totale + 2.246.000 km

 

Azioni su bus città di Udine

 

Adeguamento e potenziamento linee bus Frequenza feriale
Linee Minibus 10′
Linea 1 10′
Linea 2 20′ fascia forte – 40′ fascia debole
Linea 3 20′
Linea 4 10′
Linea 5 10′ fascia forte – 20′ fascia debole
Linea 6 20′ fascia forte – 40′ fascia debole
Linea 7 20′ fascia forte – 30′ fascia debole
Linea 8 30′ fascia forte – 60′ fascia debole
Linea 9 20′ fascia forte – 40′ fascia debole
Linea 10 20′ fascia forte – 30′ fascia debole
Linea 11 20′ fascia forte – 40′ fascia debole
Linea 12 20′ fascia forte – 40′ fascia debole