L'inaugurazione è in programma
sabato 17 ottobre alle 18 a Casa Cavazzini

Tina Modotti, una retrospettiva
svela la celebre fotografa udinese

Il Comune di Udine e il comitato Tina Modotti presentano l'esposizione
“Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia e nuova umanità”

Tina Modotti a Mosca nel 1932Attrice di teatro e di cinema, artista di avanguardia, ma anche protagonista dei grandi movimenti politici e sociali della prima metà del Novecento. Sono molte le lenti attraverso cui è possibile guardare la vita di un personaggio poliedrico e straordinario come Tina Modotti. A 36 anni dall’ultima grande esposizione dedicata alla celebre fotografa udinese, l’assessorato alla Cultura del Comune di Udine e il comitato Tina Modotti presentano “Tina Modotti: la nuova rosa. Arte, storia e nuova umanità”, una retrospettiva allestita a Casa Cavazzini dal 18 ottobre. L’esposizione, che sarà inaugurata sabato 17 ottobre alle 18, presenterà al pubblico la raccolta più vasta delle foto di Tina Modotti tratte dai negativi originali e arricchita dalle le più recenti acquisizioni riferibili sia alla storia familiare, sia all’arte fotografica, sia all’impegno politico e sociale di Tina Modotti.

“La scelta che l’amministrazione comunale ha operato con questa retrospettiva, prestigiosa anche perché si avvale di materiali fotografici inediti, è indicativa di una precisa volontà – sottolinea l’assessore alla Cultura, Federico Pirone –, cioè quella di far coincidere l’identità della città di Udine con Tina Modotti (così come con Arturo Malignani, un altro grandissimo), una donna della propria storia, moderna perché già allora internazionale, curiosa, aperta rispetto ai cambiamenti del mondo. Un orgoglio per Udine e per la sua amministrazione, senza retroguardie o giudizi di alcun tipo, ma con la convinzione di rendere merito innanzitutto a una propria concittadina davvero illustre. Tutto questo – prosegue – è stato possibile a cominciare dall’attività instancabile ed encomiabile del comitato Tina Modotti e del suo fondatore e animatore principale, il compianto Riccardo Toffoletti, i quali non hanno mai smesso in questi ultimi quarant’anni di credere e amare Tina Modotti: a loro, anche per questa collaborazione che ha reso concreta e qualificata questa mostra, va il nostro sincero ringraziamento”.

In mostra a Udine saranno esposti nuovi documenti e materiali fotografici inediti provenienti dal lascito della sorella Jolanda Modotti. Si tratta di fotografie originali di Tina e dei suoi familiari in riferimento al contesto udinese, al soggiorno e alla cerchia delle amicizie negli Stati Uniti e nel Messico degli anni ’20, oltre a carteggi tra Jolanda, Vittorio Vidali e Silvia Thompson. Verrà inoltre esposta nella sua interezza, per la prima volta in Italia e in Europa, la nuova documentazione fotografica sulle Scuole libere di agricoltura di cui l’Istituto Nacional de Antropologia e Historia di Città del Messico è entrato recentemente in possesso grazie alla donazione di Savitri Sawhney, figlia dell’esule indiano Pandurang Khankhoje. Tale documentazione contiene una serie di 18 fotografie, scattate da Tina Modotti, rimaste in gran parte sconosciute fino a tempi molto recenti.

Udine rende così nuovamente omaggio a una delle sue figlie più celebri a 36 anni di distanza (correva l’anno 1979) da quella che fino ad allora era considerata la più esauriente esposizione sulla vita e sull’opera di Tina mai realizzata, una mostra divenuta itinerante e in seguito proposta in molte città italiane ed europee. Nel frattempo il mito di Tina Modotti è cresciuto e le sue fotografie più importanti sono state acquistate da privati collezionisti, esposte in prestigiosi musei e sono divenute note un pubblico più vasto.

L’esposizione “Tina Modotti: la nuova rosa” è realizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Udine – Musei Civici in partnership con il comitato Tina Modotti e in collaborazione con prestigiose istituzioni scientifiche a livello nazionale e internazionale. Il progetto ha ricevuto il sostegno della Regione e la collaborazione dell’università degli studi di Udine e dell’associazione culturale Etrarte. Il progetto scientifico prevede inoltre di arricchire l’esposizione delle fotografie e dei materiali relativi alla vita e all’attività artistica di Tina Modotti con un vasto materiale iconografico e documentale relativo agli ambienti familiari tra Friuli, San Francisco e Los Angeles, nonché ai contesti storicamente determinati in cui si svolsero la vita artistica e le “scelte di vita” di Tina, agli eventi e ai luoghi che la videro testimone e protagonista. Da questo punto di vista, oggetto di particolare attenzione saranno le sezioni dedicate al Messico degli anni ’20, all’antifascismo internazionale e alla guerra di Spagna. Arricchirà la mostra un ampio catalogo edito da Forum editrice di Udine, a cura di Enzo Collotti, Marì Domini, Paolo Ferrari e Claudio Natoli.

La figura di Tina Modotti sarà anche al centro del convegno scientifico “Tina Modotti e la storia del ‘900”, promosso dall’università di Udine e in programma nei giorni il 19 e 20 novembre con la partecipazione di alcuni tra gli studiosi più qualificati a livello nazionale e internazionale, di storici e storiche della fotografia, nonché delle più accreditate biografe di Tina Modotti negli Stati Uniti, nel Messico, in Spagna e in Italia. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2016 dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 17 (chiuso il lunedì). Il costo di ingresso è di 5 euro per gli interi e di 2,50 euro per i ridotti. Per informazioni: museo d’Arte Moderna e Contemporanea – Casa Cavazzini, via Cavour, 14 (tel. 0432 1273772 – casa.cavazzini@comune.udine.it.

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