Una nuova iniziativa dell’Università delle LiberEtà del Fvg, insieme al Comune di Udine

Storia nelle storie,
ritratti di famiglia e di persone

Attraverso la ricerca dei singoli alberi genealogici si ricostruirà la struttura societaria e la storia friulana

16_06_15 storie in corsoUna nuova iniziativa nata in sinergia tra il Comune e l’Università delle LiberEtà che da un lato testimonia l’interesse che l’ente di formazione permanente per gli adulti pone nei confronti della persona e dall’altro la volontà del Comune di far emergere una storia di comunità riletta attraverso le microstorie delle singole persone . Si chiama “Storie nella storia”, un percorso di ricerca, indagine e scrittura di piccole biografie per raccontare la grande storia della nostra terra. «A volte non ci pensiamo – commentano le curatrici Roberta Corbellini e Orietta Pagnutti – ma le storie delle nostre famiglie sono tra le migliori pagine di Storia che potremmo avere tra le mani».

È questa l’idea alla base del corso “Storie nella storia – ritratti di famiglia e di persone, dalla memoria alla narrazione”, un percorso formativo che porterà i partecipanti a compiere un’esperienza di ricerca e di narrazione di storia della comunità, partendo dalle microstorie familiari.

Il corso, diviso in quattro parti che inizieranno con il 16 di gennaio, è aperto a tutti previa iscrizione.

“La memoria – spiega l’assessore comunale alla Cultura, Federico Pirone – è una pratica centrale in una comunità e lo è, a maggior ragione, per una realtà come Udine che con il suo Friuli ha portato il peso e la responsabilità dei cambiamenti intensi del secolo scorso. In questi anni – prosegue – abbiamo sempre cercato di dare attenzione alle esperienze e alle storie a livello locale. Il salto di qualità al quale siamo chiamati oggi sta nel generare meccanismi di formazione e di partecipazione che coinvolgano in maniera sempre più piena le persone e le rendano coautrici della costruzione della memoria. Diamo il via a questo progetto con l’ambizione di creare una narrazione aperta a scenari più ampi: penso, ad esempio, al ruolo che potrebbe avere il nostro Museo Etnografico o ai legami che si potrebbero creare con l’archivio diaristico nazionale di Pieve di Santo Stefano (Arezzo). Vogliamo che Udine diventi città della memoria, che si prende cura di sé e si pone come modello a livello europeo”.

Durante gli incontri e le lezioni tematiche i partecipanti saranno facilitati a comporre l’albero genealogico, a rintracciare banche dati e documenti pubblici, a governare gli oggetti della memoria familiare collegando fonti e ricordi ai grandi temi storici e sociali.

Il focus del corso è la ricostruzione e la restituzione narrativa di biografie e ritratti famigliari: l’attenzione sarà puntata sui singoli o sui gruppi familiari, sulle vite vissute di persone semplici che in diversa misura hanno attraversato tempi di guerra e di pace.

«Certo – ammettono la Corbellini e la Pagnutti – all’inizio si naviga tra vuoti e lacune, nomi dimenticati e simboli appesi a un albero genealogico che si presenta esile. Ma poi arriveranno validi alleati che aiuteranno a compiere il percorso. Negli archivi pubblici ad esempio si conservano documenti che possono aggiungere notizie su un lontano parente che ha combattuto, su una nascita dimenticata, su una eredità, su un pezzo di terreno acquistato o venduto, su matrimoni e adozioni. Ci sono eventi biografici registrati negli atti pubblici che aspettano solo che qualcuno li riporti alla luce».

Il primo capitolo, “Il filo di Arianna delle generazioni”, sarà gratuito e aperto a tutti gli interessati: si partirà martedì 16 gennaio 2017, per sette settimane consecutive, dalle 17 alle 19. Per iscrizioni e informazioni: Università delle LiberEtà, via Napoli 4, 33100 Udine. 0432297909. libereta@libereta-fvg.it ; www.libereta-fvg.it.

 

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