L’inaugurazione venerdì 13 dicembre alle 18 alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine

“Stars & Stripes, l’arte Usa
dagli anni ’70” a Casa Cavazzini

In esposizione fino a marzo la collezione che raccoglie le opere
donate nel post terremoto da importanti artisti statunitensi

Dall’espressionismo astratto al minimalismo fondato sul rigore delle forme geometriche fino all’affascinante eco della Pop Art. C’è tutto questo e molto altro ancora nella collezione Friam, che sotto il nome di Friuli Art and Monuments raccoglie le opere donate nel post terremoto del 1976 da alcuni artisti statunitensi che decisero di far pervenire alla città una loro opera da vendere all’asta per raccogliere denaro per la ricostruzione.

E saranno proprio le opere della collezione Friam al centro della prossima mostra che aprirà i battenti venerdì 13 dicembre alle 18 a Casa Cavazzini e intitolata “Stars & Stripes. Arte americana dagli anni Settanta”. Un’occasione per riproporre all’attenzione del pubblico, partendo da un nucleo consistente di opere appartenenti alle raccolte museali, buona parte della collezione al cui interno sono testimoniati alcuni dei movimenti artistici statunitensi di maggiore rilevanza, a livello internazionale, dalla seconda metà del XX secolo fino ai giorni nostri.

A promuovere l’iniziativa di raccogliere le opere nel post terremoto furono lo scultore minimalista Carl Andre e il critico del “New York Times” Thomas B. Hess che coinvolsero nel loro progetto esponenti del mondo dell’arte, della finanza e della politica americane. Fu così fondato il Friuli Art and Monuments (Friam), il comitato italo-statunitense con sede a New York che si occupò della raccolta e del trasferimento in Italia delle 113 opere di cui alla fine risultò composto il nucleo della donazione. Prima di giungere a Udine nell’estate del 1978, la raccolta fu esposta all’Accademia Americana a Roma in attesa di decidere il suo futuro destino. Considerando l’importanza delle singole opere, si stabilì di tenere unita la collezione facendola confluire in quella della Galleria d’Arte Moderna, che di lì a qualche anno avrebbe trovato sede presso il Palamostre. Dopo una mostra allestita in Sala Ajace a Palazzo D’Aronco nel 1980, la raccolta Friam fu esposta a rotazione, e solo in piccola parte, all’interno del percorso espositivo permanente del museo.

Molte le opere di pregio rappresentative dei più importanti movimenti artistici che potranno essere ammirate. Tra queste figura senza dubbio l’Espressionismo Astratto rappresentato efficacemente, nella sua ultima fase, dal dipinto Untitled di Willem De Kooning, risalente al 1970. La corrente del Minimalismo, fondata sul rigore delle forme geometriche realizzate ricorrendo all’essenzialità dei materiali e all’impersonalità dei processi di produzione industriale, appare invece ben rappresentata dal lavoro di Carl Andre Seven Copper Triode del 1975. Nello stesso filone rientrano anche la serigrafia 4 Color Horizontal (1970) di Sol LeWitt e il disegno Untitled (1972) di Donald Judd. Echi della Pop Art si possono poi cogliere nella stampa Bauhaus (1969) donata da Saul Steinberg, ma soprattutto nella serigrafia di George Segal, storico esponente del movimento ispirato ai linguaggi coevi della pubblicità e della comunicazione di massa quali espressioni di una società dei consumi, impersonale e uniformante nel suo modo di proporsi.

Se personalità e correnti artistiche statunitensi del secondo dopoguerra appaiono ben rappresentate nel contesto della collezione Friam c’è qualche lacuna che è stato possibile colmare ricorrendo a importanti prestiti da collezioni private. La figura e l’attività di artisti come Barnett Newman, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, Andy Warhol e James Rosenquist sono testimoniate in mostra da opere che, dagli anni Settanta, aprono in direzione della più stretta contemporaneità, documentata anche dai lavori di Bill Jensen, Carroll Dunham, Elisabeth Murray e Kiki Smith. Il quadro complessivo che ne risulta è quello di una ricognizione del panorama artistico americano negli ultimi decenni del Novecento, ma anche di un aggiornamento dei percorsi professionali di singoli artisti che hanno offerto un contributo fondamentale all’arte americana del secolo scorso.

L’inaugurazione sarà accompagnata da un brindisi offerto dall’Azienda Vinicola Alessandro Vicentini Orgnani e la Cooperativa Altreforme, che gestisce il servizio didattico dei Civici Musei, ha già organizzato le prime attività dedicate alla mostra. Domenica 22 dicembre 2013 e domenica 5 gennaio 2014 dalle 11.00 alle 12.00 sono in programma due visite guidate (con prenotazione obbligatoria, tel. 0432.414749) al costo di 5 euro, mentre sabato 28 dicembre dalle 15.00 alle 17.00 un laboratorio didattico sarà aperto ai bambini dai 6 ai 10 anni.

La mostra, come ricordato, dopo l’inaugurazione di venerdì 13 sarà aperta dal 14 dicembre al 30 marzo 2013 dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 17 e il venerdì e sabato dalle 10.30 alle 19 (chiuso lunedì). Per informazioni: 0432.414772 www.udinecultura.it

 

In foto: ANDY WARHOL, collezione privata