Tutti i servizi e i benefici erogati lo scorso anno
dal Comune di Udine e dall’Ambito socioassistenziale

Servizi sociali, nel 2012
quasi 30 mila interventi effettuati

Gli uffici comunali lavorano su numerosi fronti: dai contributi economici per la famiglia ai servizi per
gli anziani, dal sostegno alle persone a rischio di emarginazione alle misure per i diversamente abili

Iniziative concrete sul fronte delle politiche per la famiglia, per gli anziani, per le persone con disabilità o a rischio di esclusione sociale, così come soggetti senza fissa dimora o in situazioni di grave marginalità. Sono quasi 30 mila gli interventi effettuati dai Servizi Sociali del Comune di Udine nel corso del 2012 per far fronte non solo alle situazioni di disagio più evidente, ma anche per sostenere concretamente le fasce più deboli della popolazione.

“Dagli incontri che in assessorato stiamo avendo con i rappresentanti del mondo delle associazioni, del volontariato e con gli utenti – spiega l’assessore alla Salute e Politiche sociali, Simona Liguori –  si evince che accanto ai bisogni di tutela e di assistenza degli anziani, degli ammalati e delle persone con disabilità, emergono scenari di nuove povertà determinate spesso dalla perdita del lavoro, da difficoltà correlate all’abitazione, dall’isolamento sociale. Le nostre famiglie rivelano, anche in questi momenti difficili, la dignità di cercare di fare fronte all’incertezza. Per rispondere ai molteplici bisogni dei cittadini – conclude –  diventa ancora più importante il lavoro di squadra tra gli assessori della giunta che stanno appunto prendendo in carico con i servizi competenti alcune situazioni sociali molto complesse”.

Un approccio condiviso anche dall’assessore all’Abitare sociale, inclusione sociale e precarietà economica, Antonella Nonino. “Le amministrazioni comunali sono in prima linea in questo momento ad affrontare le richieste dei cittadini travolti dalla crisi economica – sottolinea Nonino –. Paradossalmente proprio i Comuni sono anche gli enti locali più penalizzati dal punto di vista dei fondi a disposizione. Il primo compito che abbiamo è quello di prevenire le povertà, con fondi e capacità di lavoro e coordinamento con i soggetti del territorio. I regolamenti regionali e nazionali, ammantati di un finto primato dell’italianità, con criteri di residenza inutili, hanno finito per danneggiare tutta la comunità, seminando il germe di una pericolosa disgregazione sociale. Siamo orgogliosi dei soldi investiti in politiche di inclusione sociale, di assistenza e accoglienza degli emarginati. Consapevoli – conclude Nonino – che una comunità urbana funziona solo se si rispettano le regole e solo se si ritrova quel senso di comune controllo sociale”.

Tra le aree di intervento più importanti figura quella delle politiche per la famiglia, con numerosi contributi economici di sostegno: nuclei familiari con minori e alle famiglie numerose (oltre 300 contributi erogati), bonus bebè e assegni di natalità regionale (più di 600 contributi erogati), carta famiglia (oltre 7 mila contributi erogati).

Particolarmente nutrito anche il filone di interventi dedicato agli anziani. Si va dagli abbonamenti agevolati per il trasporto pubblico (107) ai contributi per l’abbattimento delle rette di accoglienza nelle strutture residenziali (260 utenti coinvolti per un importo complessivo di quasi 2 milioni di euro), dai centri diurni (711) al servizio di ascolto e sostegno delle persone anziane attraverso il servizio di prossimità “No alla Solit’Udine” (5.234 contatti).

Non mancano poi servizi e contributi in favore delle persone diversamente abili, come ad esempio i servizi di trasporto individuale (325 interventi effettuati), i buoni taxi (62.700 buoni rilasciati) e i contributi per l’abbattimento delle rette di accoglienza nelle strutture residenziali e semiresidenziali (150 utenti per una spesa complessiva di oltre 2 milioni di euro).

Numerosi anche gli interventi a sostegno delle persone a rischio di esclusione sociale e dei senza fissa dimora. Per i primi il Comune di Udine mette in campo diverse iniziative che vanno dai contributi economici per il sostegno dei bisogni primari (255 beneficiari nel 2012) ai servizi di assistenza domiciliare (816 utenti), dai servizi di trasporto e fornitura dei pasti a domicilio (261 utenti) ai contributi per il pagamento della Tia (1.868), dall’abbattimento delle spese per l’energia elettrica (1.669) e quelle del gas (1.718). Per quanto riguarda invece le politiche attivate per le persone senza fissa dimora, nel solo 2012 il Comune ha contribuito alle spese per l’ospitalità di 130 utenti presso il centro di accoglienza “Il Fogolar”, impegnando un importo di 191 mila euro.

Un capitolo a parte meritano le misure intraprese per contrastare l’emergenza abitativa. In questo caso la voce più rilevante riguarda il fondo affitti, che lo scorso anno ha registrato 1.876 domande totali erogando complessivamente oltre 1,5 milioni di euro (449.451 di euro di fondi propri dell’amministrazione comunale). A questo beneficio si affianca poi la quota comunale, circa 40 mila euro, erogata per il fondo sociale Ater.

Per quanto riguarda il contrasto alla povertà il Comune di Udine ha stanziato nel 2012 contributi, tra continuativi, straordinari e di integrazione al minimo vitale, per un totale di 476.810 euro, a cui si sono aggiunti quasi 30 mila euro di borse lavoro per l’inserimento lavorativo di persone in difficoltà e 25 mila euro di contributo alla Caritas per la mensa sociale. Non va dimenticato, inoltre, che il Comune di Udine eroga contributi alle associazioni di volontariato. Nel 2012 l’amministrazione comunale ha stanziato complessivamente quasi 186 mila euro per Terzo settore.

A tutte queste iniziative si aggiungono quelle in carico all’Ambito socioassistenziale. In quest’area di intervento rientrano i progetti dell’equipe di contatto, che prevedono interventi a beneficio delle persone senza dimora o in situazione di grave marginalità e sono realizzati in collaborazione con la Caritas diocesana. Si tratta di azioni (nel 2012 sono state seguite 59 persone) che prevedono la mappatura e il monitoraggio del territorio, il contatto nei luoghi di frequenza abituale (es. stazioni, luoghi dismessi, mensa), la distribuzione di generi di conforto e di prima necessità, l’accompagnamento ai servizi presenti sul territorio, l’affiancamento finalizzato all’accettazione graduale di una presa in carico integrata da parte dei servizi del territorio (sociale, sanitario). Un altro progetto dell’Ambito, realizzato stavolta in collaborazione con Caritas, Opera diocesana Betania, Nuovi Cittadini Onlus e Casa dell’Immacolata, è finalizzato alla promozione di processi integrati per lo sviluppo di percorsi di aiuto, sostegno ed accompagnamento sociale di adulti senza dimora, donne vittime di tratta e sfruttamento sessuale, stranieri in situazione di disagio o persone con problemi alcolcorrelati. In questo caso i beneficiari dello scorso anno sono stati complessivamente 43.