Martedì 2 febbraio alla Casa della Confraternita alle 17

“S. Biagio e la devozione popolare”,
si inaugura la mostra

Iniziativa dei Civici Musei e della parrocchia del Duomo
per festeggiare il santo protettore della gola

san_biagioVenerato sia dalla chiesa cattolica, sia da quella ortodossa, San Biagio è festeggiato il 3 febbraio e ricordato dai suoi fedeli in particolare per la guarigione delle malattie della gola. Ed è proprio al santo vissuto tra il III e il IV secolo, medico, e poi vescovo della sua città, Sebaste in Armenia, che la parrocchia di Santa Maria Annunziata in collaborazione con i Civici Musei,  gli Amici della Cattedrale e i Musei del Duomo organizzano come ogni anno una serie di manifestazioni  tra arte, culto, devozione  e tradizione.

Martedì 2 febbraio alle 17 alla Casa della Confraternita in Castello sarà inaugurata infatti la mostra San Biagio e la devozione popolare. L’esposizione si articola in una parte fotografica, che comprende alcune immagini realizzate da Claudio Marcon per rendere testimonianza visiva della tradizione devozionale in Friuli dalla seconda metà del Novecento ai giorni nostri, e da una parte rappresentata da icone mariane provenienti da una collezione privata. L’inaugurazione sarà affiancata da un’altra iniziativa organizzata dal Museo del Duomo per la presentazione del restauro del dipinto raffigurante San Biagio. Un dipinto che sarà per l’occasione esposto presso l’attigua chiesa di Santa Maria di Castello. La mostra sarà visitabile tutti i giorni (tranne il lunedì) fino al 14 febbraio dalle 10.30 alle 17.

 

Il culto di San Biagio in Friuli è testimoniato dalle numerose chiese e feste religiose ad esso dedicate tra cui si ricordano quella di Gemona (in borgo Paludo) e di Cividale (in borgo Brossana) abbellita quest’ultima da affreschi trecenteschi tra cui un ciclo dei mesi.

La sua fama di guaritore, soprattutto per quanto riguarda le affezioni della gola e delle vie respiratorie, è legata al salvataggio miracoloso di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce. Anche nell’anniversario di San Biagio,  come per altre ricorrenze, ritorna il tabù relativo alle attività della filatura, per cui era vietata tale attività se non si voleva soffrire di male alla gola. Molte comunità religiose festeggiano e venerano il santo, nel giorno del suo anniversario,  con la benedizione ai fedeli finalizzata alla prevenzione  delle affezioni dell’apparato respiratorio, accostando alla gola del devoto due candele.

Tale devozione è ancora presente e molto sentita anche nella città di Udine ed ha il suo fulcro nella chiesetta di S.Maria del Castello, che ha ereditato dalla distrutta e vicina chiesa di San Biagio la co-intitolazione al santo taumaturgo. Nella giornata del suo anniversario un numero rilevante di devoti accorre presso l’antica pieve del Castello per  farsi imporre la benedizione della gola.