Venerdì 1° marzo alle 17 in castello

Riaprono i battenti i musei
Archeologico e del Risorgimento

Le due sezioni, che saranno ospitate al piano terra in castello, sono in gran parte frutto del
collezionismo friulano: dai fondi “Fantoni” e “Luxardo” al lascito del conte Francesco di Toppo

Dopo decenni di attesa venerdì 1° marzo alle 17 riaprono finalmente al pubblico i musei Archeologico e del Risorgimento, ospitati rispettivamente nell’ala est e nell’ala ovest al piano terra del castello di Udine. “Sono molto felice di questa doppia inaugurazione e mi congratulo con l’assessore Reitani e il direttore dei Civici Musei Biscione perché hanno restituito alla città la possibilità di apprezzare un patrimonio che da decenni non era più accessibile – sottolinea il sindaco di Udine Furio Honsell –. È una risorsa culturale molto importante per la nostra città e per la nostra identità di friulani e di italiani. Penso – conclude il primo cittadino – che sia il museo Archeologico sia il museo del Risorgimento diventeranno un punto di riferimento per tutte le scuole della nostra regione e per i cittadini che vogliano essere consapevoli della loro storia”. Soddisfazione condivisa anche dall’assessore alla Cultura Luigi Reitani. “Con questa doppia inaugurazione – commenta Reitani – concludiamo uno spettacolare processo di ampliamento della nostra rete museale. Un processo che rende Udine una città d’arte competitiva sul piano internazionale”.

La sezione Risorgimentale, inaugurata nel 1906 proprio nel castello appena eletto a sede museale, fa parte della storia cittadina. Voluto dalla Società Veterani e Reduci delle Patrie Battaglie, ha consolidato il proprio patrimonio grazie a prestigiose donazioni di famiglie di patrioti friulani e dei fondi “Fantoni” e “Luxardo”, dedicati l’uno al Risorgimento e l’altro alla Grande Guerra. L’attuale struttura espositiva propone un percorso fra la caduta dello Stato Veneto con l’invasione francese e il Trattato di Campoformido fino all’annessione all’Italia, con uno spazio “a rotazione” dedicato attualmente alla memoria dei garibaldini friulani. I grandi temi della storia risorgimentale friulana sono sviluppati attraverso la grafica e la pannellatura per una fruizione di tipo didattico mentre i documenti di varia natura permettono approfondimenti tematici e di analisi. Integrano l’allestimento supporti video e multimediali, fra i quali un’intervista alla direttrice dell’Archivio di Stato Roberta Corbellini.

Anche i reperti ospitati nelle stanze dedicate alla sezione Archeologica sono in gran parte frutto del collezionismo che ha caratterizzato la ricerca archeologica tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento in Friuli. La prima sala è dedicata alla splendida e ricca raccolta di reperti magnogreci del conte Augusto de Brandis, donata al Museo con un lascito testamentario nel 1924. Segue la sala dedicata ai nobili, eruditi e religiosi che ebbero un ruolo determinante nella formazione del museo cittadino nel 1866. I materiali da loro raccolti provengono da tutto il Friuli: oggetti a uso sacro e profano, di ambiente privato, pubblico e commerciale, riferibili ad un periodo compreso tra la Protostoria e il Medioevo. Tra i nobili un ruolo basilare nella formazione delle collezioni civiche del museo Archeologico spetta al conte Francesco di Toppo, che nel 1883 lasciò alla città la sua ricchissima collezione di reperti rinvenuti in una necropoli romana di Aquileia, a cui è dedicata la quarta sala del museo. L’ultima sala è dedicata a Luigi Pio Tessitori e alla ricerca archeologica all’estero.

Conclude il percorso il Lapidario, posto nel sottoportico del castello, che presenta epigrafi, monumenti e sculture di epoca romana provenienti soprattutto dalle collezioni dei conti Gorgo e di Toppo, che avevano proprietà fondiarie ad Aquileia e dintorni. Sono esposti anche materiali frutto di ritrovamenti fortuiti o utilizzati come reimpieghi in vari edifici, riordinati per tematiche e didascalizzati. I musei saranno visitabili con il biglietto previsto per l’ingresso al castello e con i medesimi orari (dalle 10.30 alle 17 con orario invernale – fino alle 19 con orario estivo).