Venerdì 6 dicembre alle 18 in sala Ajace si presenta
il libro dedicato al leggendario professore dello Stellini

“Qui per me ora blu”, alla riscoperta
di Gian Giacomo Menon

Il volume, ricco di contenuti, materiali poetici e documentazione,
chiude la prima fase del progetto dedicato alla figura di Menon

I suoi allievi dicono fosse impossibile restare indifferenti durante le sue lezioni. Era un personaggio controverso, scomodo, ingombrante, a volte perfino insopportabile nei suoi istrionismi e nelle sue stranezze e bizzarrie. Ma era anche uno di quegli insegnanti che lasciano segni duraturi, che incidono in profondità e a lungo nelle coscienze. Tutto questo era Gian Giacomo Menon (Medea 1910 – Udine 2000),  leggendario professore di storia e filosofia del liceo classico “Jacopo Stellini”, dove insegnò ininterrottamente per 30 anni, a cui la casa editrice Kappa Vu ha dedicato recentemente il libro “Qui per me ora blu”. Il volume, curato da Cesare Sartori, sarà presentato venerdì 6 dicembre alle 18 in sala Ajace nel corso di un appuntamento speciale organizzato dall’assessorato alla Cultura e dalla biblioteca civica “V. Joppi”. Interverranno, insieme con il curatore del libro, il docente dell’università di Trieste, Rienzo Pellegrini, il curatore della parte musicale (al volume è allegato un CD con alcune delle poesie messe in musica), Vittorio Vella, e l’editrice Alessandra Kersevan.

Trascurato, dimenticato o, nella migliore delle ipotesi, sottovalutato in vita. Anche, va detto, per effetto della sua scelta radicale, alla soglia dei 50 anni, di isolarsi dal mondo, e a maggior ragione dopo la morte avvenuta nel 2000: Gian Giacomo Menon stava rischiando di scivolare definitivamente nella dimenticanza. Un paio di anni fa il curatore del libro, per una fortunata quanto caparbia volontà di trovare e inseguire segni e tracce del leggendario professore, ha deciso di rompere il silenzio, che continuava a circondare Menon e, soffiando sulla polvere che l’aveva già predestinato all’anonimato, ha promosso un progetto culturale ed editoriale con l’obiettivo di sottrarne all’oblio la figura, ma soprattutto di far conoscere e valorizzare la sua sterminata, imponente produzione poetica.

Le numerose carte inedite che il poeta ha lasciato sono state donate dalla moglie Silvia Sanvilli (1922-2013) alla biblioteca civica “Joppi” di Udine dove ora, insieme a materiali provenienti da altri conferimenti, costituiscono la parte principale di un ricco fondo documentario a disposizione di ricercatori e studiosi. Con questo libro – ricco di contenuti, materiali poetici e documentazione – si chiude la prima fase del progetto Menon. Un piccolo gruppo di ex allievi, unitamente ai quattro nipoti di Menon, ha anche istituito e assegnato una borsa di studio post lauream per il riordino e la catalogazione delle carte del fondo stesso, ora consultabile presso le sale della biblioteca. Nella primavera del 2013, inoltre, l’editore Nino Aragno di Torino ha pubblicato un breve canzoniere d’amore inedito di Menon nella sua prestigiosa, raffinata collezione di poesia.



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