Comune e Arpa hanno presentato i dati di uno studio

La qualità dell’aria
nelle scuole udinesi è buona

Lo certifica un’indagine, condotta negli scorsi anni scolastici,
in 14 scuole dell’infanzia e 3 scuole primarie

Il livello di qualità dell’aria all’interno delle scuole cittadine è buono. Lo attesta un’indagine sull’inquinamento indoor nei plessi scolastici udinesi effettuata negli scorsi anni scolastici dal Servizio Edilizia privata e ambiente del Comune di Udine in collaborazione con l’Arpa regionale. I risultati della campagna di misurazioni sono stati presentati a palazzo D’Aroncodal sindaco Furio Honsell, dall’assessore alla qualità della città, Lorenzo Croattini e da Flavio Moimas dell’Arpa regionale. “La messa a norma delle scuole e la costruzione di nuovi edifici sono state fra le priorità del nostro mandato – ha detto il sindaco – altrettanto importante è effettuare il monitoraggio sulle strutture e quindi sono molto lieto di questo lavoro dell’Arpa e accolgo con grande soddisfazione i risultati positivi emersi dallo studio”.

Lo studio ha misurato tra gli anni scolastici 2010-2011 e 2011-2012 la quantità di rumore, anidride carbonica, formaldeide, polveri, batteri, virus e parassiti (i cosiddetti agenti fisici, chimici e biologici) presenti all’interno di 17 le scuole: le scuole primarie IV Novembre, Pellico e D’Orlandi, le scuole dell’infanzia Taverna, I Maggio, Benedetti, Centazzo, Gabelli, Forte, Via D’Artegna, Pick, Savro Cuore, Laipacco, Sorelle Agazzi, Pecile, Volpe, Monsignor Cossettini e Papparotti. A questo elenco si aggiungono inoltre le palestre delle scuole Fermi, Valussi e Via Dante. I dati medi ottenuti dal monitoraggio dei composti organici e della formaldeide sono inferiori sia alla soglia indicata dall’Oms (120 µg/m3) e dal Canada (50 µg/m3) per l’ambiente interno sia al valore di 20 µg/m3 proposto dal Niosh per gli ambienti di lavoro. “Tutti i risultati sono tranquillizzanti all’interno dei limiti cautelativi – dichiara Croattini -. Si notano diversità fra una scuola e l’altra. L’obiettivo quindi è intervenire per abbassare ulteriormente i livelli”.

Le cause di inquinamento. I risultati del monitoraggio hanno evidenziato come siano predominanti le sorgenti interne agli edifici nel determinare la qualità dell’aria che i bambini respirano nelle aule delle loro scuole, con un trascurabile contributo dall’esterno. Le sorgenti interne sono identificabili, da una parte, nei materiali da costruzione impiegati e nel mobilio che arreda i locali, dall’altra, nei prodotti utilizzati per le pulizie o per le attività didattiche. Sono almeno sei infatti i fattori che possono contribuire a modificare la qualità dell’aria all’interno degli edifici: la presenza di persone, le attività svolte, la qualità dei materiali di costruzione dell’edificio, il tipo di arredamento, gli eventuali sistemi di trattamento dell’aria, i materiali utilizzati nelle operazioni di pulizia dei locali.

Come migliorare la qualità dell’aria. Gli esperti suggeriscono di ventilare i locali (prima delle lezioni, durante gli intervalli, durante e dopo le operazioni di pulizia e quando vengono impiegati solventi o vernici per uso didattico), utilizzare piante “mangia veleni”, utilizzare materiali da costruzione (in particolare gli adesivi) certificati come “a bassa emissione di composti organici volatili”, fornire mobilio in “legno” (costituito da pannelli truciolati o mdf), con basso contenuto di formaldeide, prevedere dei sistemi di ventilazione forzata dei locali al fine di garantire un costante ricambio d’aria (meglio se con recupero termico). Indicazioni che possono essere utilizzate anche per migliorare la qualità dell’aria nelle proprie case.