Martedì 26 febbraio a palazzo D’Aronco

Presentato il Bilancio
consuntivo di fine mandato

Honsell: “In cinque anni siamo riusciti a investire quasi 80 milioni in opere aumentando
l’indebitamento di soli 4 milioni in un periodo storico molto difficile e senza finanziamenti”

“In cinque anni siamo riusciti a investire quasi 80 milioni di euro in opere pubbliche aumentando l’indebitamento del Comune di soli 4 milioni in un periodo storico molto difficile e senza finanziamenti. Due dati che già da soli riassumono i risultati raggiunti nel corso del quinquennio”. Con questa dichiarazione oggi 26 febbraio a palazzo D’Aronco il sindaco di Udine Furio Honsell ha aperto, insieme con tutti gli assessori della sua giunta, la presentazione del Bilancio consuntivo di fine mandato, un catalogo degli obiettivi raggiunti nel corso del quinquennio amministrativo 2008-2013. Il documento raccoglie tutte le iniziative e le attività realizzate nell’arco dei cinque anni, spaziando dalle scuole agli interventi per la famiglia, dai servizi alle opere di viabilità, fino al nuovo Piano regolatore. E poi ancora le iniziative culturali, i progetti di sostenibilità ambientale e risparmio energetico, le attività dei servizi sociali, i servizi innovativi e molto altro.

“L’impegno maggiore per quanto riguarda le opere pubbliche è andato a favore delle scuole con oltre 26 milioni di investimento – sottolinea il primo cittadino –. Voglio ricordare la nuovissima e innovativa scuola dell’infanzia di via Pradamano e la ristrutturazione innovative dei vasti complessi delle scuole Manzoni e Nievo. Poi siamo intervenuti con nuove realizzazioni e riparazioni su oltre 80 chilometri di strade (circa un quarto del totale), 23 chilometri di marciapiedi, fognature e illuminazione. Abbiamo curato gli impianti sportivi minori, quelli circoscrizionali e scolastici per 14 milioni. In particolare ricordo la palestra dell’Asu, le piscine, la palestra della scuola Tiepolo. Anche il vasto patrimonio architettonico del centro è stato curato con il completamento di palazzo Giacomelli, Casa Cavazzini, il recupero del complesso giardino via Del Torso (Ludoteca) e i lavori di restauro di palazzo Andriotti e Bartolini, sede della biblioteca Joppi”.

Tra gli obiettivi centrati non si può dimenticare l’approvazione del nuovo Piano regolatore dopo 40 anni. “Il nuovo strumento urbanistico ha diminuito di 1 milione di metri cubi edificabili teorici ma sproporzionati alle dimensioni della città, restituendo 184 ettari a verde, compensati da ulteriori 37 ettari di ampliamento della Ziu. Nella redazione abbiamo seguito una logica di riduzione del consumo di territorio, maggiore omogeneità nella pianificazione territoriale e quindi minore promiscuità di destinazione d’uso che era la vera piaga del precedente Piano. Voglio sottolineare che siamo riusciti a realizzare il nuovo Piano utilizzando e valorizzando le risorse interne del Comune, così come abbiamo cercato di fare per tutti i progetti. Sono inoltre particolarmente orgoglioso – prosegue Honsell – dell’approvazione del nuovo regolamento edilizio, con l’introduzione obbligatoria già dal 2009 di norme di efficienza energetica che ha fatto di Udine un centro nazionale per l’edilizia verde, innescando, in un terribile momento di crisi edilizia, numerose nuove opportunità”.

In un periodo di grave recessione economica grande attenzione hanno avuto anche i servizi sociali. “Abbiamo introdotto alcuni importanti strumenti per affrontare questo problema, come l’Agenzia della Famiglia – continua Honsell –. La nostra azione si è indirizzata quindi soprattutto a mitigare le conseguenze della crisi a sostegno le fasce più svantaggiate, che sono diventate sempre più numerose in questi anni. Abbiamo cercato di operare in modo ampio, efficace e innovativo, per mantenere e garantire la qualità della vita e il benessere per tutti i cittadini, e sottolineo tutti. I principi ispiratori sono stati l’equità, la trasparenza, il dialogo, l’inclusione sociale, la sostenibilità, la promozione di stili di vita sani, l’attenzione all’ambiente, l’europeismo. Altro elemento caratterizzante della nostra azione è stata l’innovazione: dal nuovo modello di gestione dello Stadio Friuli al meccanismo di partecipazione E-Part, dalla creazione del Centro commerciale naturale alla cablatura in fibra ottica della città attraverso la rete fognaria e le canalette dell’illuminazione pubblica”.

Uno dei maggiori problemi che l’amministrazione comunale ha dovuto affrontare è stata la scarsità di risorse legata alla crisi economica. “Un’ulteriore difficoltà è stata la costante ostilità del governo nazionale e regionale – sottolinea il primo cittadino –. Dal 2008 c’è stato un calo progressivo dei contributi regionali, l’azzeramento di fondi nazionali promessi (ex-Frigo), l’immobilizzazione di fondi regionali dovuti (accordo di programma, Pisus). Questi risultati sono stati ottenuti inoltre senza mai incrementare la fiscalità: l’addizionale Irpef è rimasta la stessa ed è tra le più basse d’Italia e anche l’Imu ha permesso solamente di recuperare quanto precedentemente veniva incassato attraverso l’Ici. Voglio ringraziare tutti i dipendenti comunali per il loro impegno e complimentarmi per la loro competenza e professionalità”.