Inaugurata la mostra che porta a Udine
oltre 100 opere del grande premio Nobel

Presentata la mostra “Dario Fo.
La pittura di un narratore”

Taglio del nastro alla presenza dello stesso Fo e di Franca Rame
per un’eccezionale esposizione che resterà aperta a Casa Cavazzini fino al 26 agosto

Oltre 100 opere, dai primi autoritratti agli abbozzi per scenografie, fino agli immancabili omaggi a Franca. Un’esposizione che accoglie solo una piccola parte della produzione di un artista che, sin da ragazzo, disegnava o dipingeva quasi ogni giorno “in tutte le forme e con tutti i mezzi”. È stata inaugurata sabato 16 giugno con un grande evento in corte Morpurgo, di fronte a Casa Cavazzini dove è stata allestita, la mostra “Dario Fo. La pittura di un narratore” dedicata al grande premio Nobel per la letteratura nel 1997 e curata dal direttore dei Civici Musei di Udine, Marco Biscione, e dalla direttrice del m.a.x. Museo di Chiasso Nicoletta Ossanna Cavadini.

“La pittura è stata la mia passione artistica iniziale – spiega Fo – ed è stata complementare rispetto al teatro, un’arte che ho scoperto grazie a mia moglie Franca, la mia prima grande maestra”. L’evento, inserito all’interno della programmazione di UdinEstate, è organizzato dal Comune di Udine, Css  e Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine. L’esposizione, che sarà aperta fino al 26 agosto, è organizzata in collaborazione con il “m.a.x.” Museo di Chiasso ed è stata resa possibile anche grazie all’intervento di Unipol Assicurazioni, Assi.Udine e Assi Coop. “Sono molto lieto di dare il benvenuto a nome di tutta la città a questo grande artista – sottolinea il sindaco di Udine Furio Honsell –, che ha saputo esprimere la sua arte a 360 gradi mettendo sempre l’impegno civile ai primi posti”.

Il titolo della mostra definisce perfettamente un personaggio che, come Fo, ha dedicato la vita al raccontare, nel senso più arcaico e genuino del termine. Sul foglio bianco in attesa di una nuova commedia, Dario Fo non scrive, bensì schizza un’idea; le dà un contorno fisico, la visualizza, e solo così, afferma, è poi in grado di darle vita sul palcoscenico. Ciò che lo ha spinto verso il teatro, lui che nella vita avrebbe voluto fare il pittore e che non riusciva ad accontentarsi di lavorare in uno studio di architettura, è stato infatti il desiderio profondo di essere una sorta di “cantastorie” metropolitano, a cui non bastava più mettere su carta le sue visioni: doveva anche dirigerle, interpretarle. “Potremmo dire che con quest’esposizione abbiamo la possibilità di conoscere la quarta dimensione dell’arte di Fo – osserva l’assessore alla Cultura Luigi Reitani –. Per Udine, città che ha da sempre una grande tradizione a livello teatrale, è un grande onore ospitare una mostra ancora inedita in Italia dopo la sua inaugurazione a Chiasso”.

La mostra si apre presentando la produzione dell’artista più vicina ai modelli accademici: prima di cominciare a recitare infatti Dario Fo ha frequentato le aule di Brera, dove ha potuto confrontarsi coi grandi maestri della storia dell’arte contemporanea. La sua ispirazione attinge a piene mani al Novecento. Da qui gli autoritratti degli anni ’40, che nelle atmosfere richiamano quelli di De Chirico: Fo vi si rappresenta assorto e serio, quasi irriconoscibile rispetto al personaggio che si è abituati a vedere sulle scene. Nel ritratto “Il pazzo” del 1945, le influenze artistiche affondano in un passato ancor più remoto: i colori innaturali e un po’ aspri citano i fauves (in particolare l’ultimo Gauguin) e la resa pittorica omaggia il Cézanne della montagna Saint-Victoire. “Oltre che essere “mostrata” – ha spiegato Fo – quest’esposizione sarà anche essere “rappresentata” attraverso una serie di visite “raccontate” tenute, nei prossimi giorni, dalla mia assistente Marina De Juli”.

Dario Fo è inoltre ascrivibile a quella folta schiera di artisti italiani incantati dalla Biennale del ’48, che presenta una rivisitazione delle Avaguardie d’inizio secolo con particolare attenzione al cubismo analitico. I suoi studi muliebri della fine degli anni ’40 esprimono chiaramente l’influsso picassiano, per quanto non giungano mai alle stesse estreme conseguenze compositive.

I bozzetti di scena e i manifesti, che Fo realizza da sé per ogni suo spettacolo, sono invece molto più liberi e originali: basti vedere i vivaci colori e le figure appena definite usati per le scene de L’italiana in Algeri e Il medico volante. Franca, infine, costituisce uno dei soggetti più importanti per Dario Fo. A lei dedica numerosissimi ritratti, perlopiù ispirati ai personaggi sulla scena; di grande intensità  quelli in cui lei riveste i panni di Medea.

Non è un caso che la mostra sia stata inaugurata a Chiasso per poi spostarsi a Udine. In entrambi i casi si tratta di città di confine: luoghi cioè dove gli scambi e soprattutto le differenze, culturali e commerciali, hanno avuto un ruolo chiave nella società.

Dario Fo si esprime secondo lo stesso principio. È dalla fusione di creatività diverse (pittura e recitazione, ma anche danza), che nasce la sua arte tutta particolare, personale e popolare (nel senso di pop, cioè concepita per arrivare a chiunque). L’autore di “Mistero buffo” è dunque artista di confine su almeno due livelli: sia poiché si muove sui labili contorni di arti diverse, sia perché compone, come Mozart, con “la maiuscola e la minuscola”, cioè indulgendo al gusto popolare pur senza deludere le aspettative della critica più raffinata.

“È molto significativo il fatto che questa prestigiosa iniziativa – sottolinea il vicesindaco del Comune di Udine Vincenzo Martines – possa essere ospitata a Casa Cavazzini, quello che si prepara a essere, contrariamente a quanto ha affermato qualche scettico, l’ombelico del mondo culturale udinese”. L’esposizione, lo ricordiamo, sarà visitabile a Casa Cavazzini dal 17 giugno al 26 agosto, dal martedì alla domenica con orario continuato dalle 10.30 alle 19. Il catalogo è stato curato da Marco Biscione e da Nicoletta Osanna Cavadini. Per informazioni: PuntoInforma 0432 414717.

Per le prevendite dello spettacolo “Mistero Buffo” è possibile invece contattare la biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine, via Trento 4, 33100 Udine, tel 0432 248418, da lunedì a sabato 16-19, www.teatroudine.it e sul circuito Vivaticket www.vivaticket.it e nei punti vendita Vivaticket di tutta la Regione.



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