Dopo la sentenza del Tar

Premi alla raccolta differenziata:
possibile il ricorso al Consiglio di Stato

L’assessore Croattini: “L’impressione
è quella di essere stati presi in giro"

rifiuti“L’impressione è quella di essere stati presi in giro. Il combinato della sentenza del Tar e della bozza del nuovo piano dei rifiuti regionale dicono che il Comune di Udine aveva sì ragione nella sostanza ma che formalmente ha sbagliato i tempi del ricorso”. Questo il commento dell’assessore alla Qualità della città Lorenzo Croattini alla decisione del Tar regionale di respingere il ricorso del Comune di Udine contro l’esclusione del capoluogo friulano dall’elenco dei beneficiari del contributo della Provincia per la raccolta differenziata.

“Il piano regionale dei rifiuti dà pienamente ragione all’amministrazione comunale – spiega Croattini – quando a pagina 296 indica quel metodo di calcolo da applicare alla raccolta differenziata proprio quello utilizzato dall’amministrazione comunale per la dichiarazione nel Mud. Secondo questo sistema di calcolo il rifiuto inerte e i pneumatici fuori uso da utenze domestiche devono essere considerati raccolta differenziata, mentre il sistema Orso utilizzato dall’Arpa non prevedeva questo dato nei suoi modelli informatici”.

La sentenza del Tar ha dichiarato come tardivo il ricordo perché l’amministrazione comunale ha impugnato la delibera della giunta provinciale mentre secondo il Tribunale amministrativo regionale doveva impugnare la lettera che la Provincia aveva mandato al Comune un mese prima. “Con questa interpretazione – commenta Croattini – il Tribunale amministrativo sposta l’oggetto del contendere dal provvedimento della Provincia all’atto che ha portato alla formulazione del provvedimento stesso prendendo quest’ultimo come inizio del periodo entro il quale è possibile ricorrere”. Una sentenza che potrebbe indurre il Comune a rivolgersi agli altri gradi di giudizio.

“L’amministrazione comunale – sottolinea Croattini – sta valutando l’opportunità/necessità di ricorrere al Consiglio di Stato, non tanto per la sostanza del ricorso, visto che il piano regionale ha già riconosciuto la validità delle nostre tesi, ma per capire quale comportamento tenere in futuro in merito ai tempi dei ricorsi e soprattutto se bisogna impugnare le delibere formali dell’amministrazione oppure anche gli atti preparatori quando ancora l’ente non ha ancora assunto una decisione definitiva”.



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