Polizia Locale Uti

Partita il 1 agosto
gara per rinnovo vestiario

Motivazioni sciopero del 17 settembre:
il Comando specifica le sue competenze
e le procedure attivate per risolvere i problemi

Polizia Municipale

«Le procedure per la gara di acquisto del vestiario per la polizia locale sono partite il 1 agosto, e riguarderanno un appalto triennale. Come per il problema dei ritardi alle ”pagelline”, anche a questa vicenda stiamo trovando soluzione. Specifico però che non è il Comando l’ente direttamente responsabile dell’iter di approvazione dei bilanci che permettono l’indizione di gare di appalto né competente sui concorsi di assunzione».

Lo afferma il comandante della Polizia Locale dell’Uti Friuli Centrale, Fanny Ercolanoni, in risposta agli interventi apparsi su alcuni organi di stampa che accusavano il Comando della Polizia Locale Uti di ”carenze gestionali e organizzative”, motivo del prossimo sciopero del personale della Polizia Locale previsto per il 17 settembre.

Scendendo nel dettaglio, «per quanto riguarda il vestiario – spiega una nota del Comando di Polizia – il problema si trascina da circa tre anni. Il nuovo comandante, Fanny Ercolanoni, si è insediata a metà giugno e alla fine dello stesso mese le è stata attribuita la responsabilità dell’acquisto del vestiario che, come ogni acquisto, può essere attivata solo dopo l’approvazione del bilancio di previsione, avvenuta lo scorso 26 luglio 2017. In attesa dell’approvazione del bilancio, il Comando aveva nel frattempo monitorato le necessità del personale, tanto che il 1 agosto 2017 è stata già in grado di indire sul Mepa la gara di appalto triennale delle divise». Si aggiunge inoltre che, in ben due riunioni con tutto il personale, gli operatori erano stati dettagliatamente informati dello stato delle cose e di come si sarebbe proceduto per acquistare le divise in un’ottica di dialogo, informazione e coinvolgimento.

Per quanto riguarda invece il ritardo nella consegna delle schede di valutazione (che fanno riferimento all’anno 2016), anche in questo caso l’informazione è stata puntuale: il Comandante della Polizia Locale, non competente per il 2016 in quanto arrivato il 12 giugno 2017, ha seguito la vicenda prima in una riunione con gli ufficiali (16 giugno), poi presenziando alla seduta dei rappresentanti sindacali (19 giugno) dove ha proposto alcune soluzioni per definire la questione, successivamente formalizzando quelle proposte in una missiva del 21 giugno e, da ultimo, ha incontrato il Dirigente competente due giorni dopo, inviando anche una lettera di sollecito il giorno 26 giugno. «Pure di questo veniva reso edotto tutto il personale nelle citate riunioni – continua la nota -. Quindi invitiamo chiunque intervenga sulla vicenda a prendere visione di quanto affermato e, sulla base di fatti dimostrati e dimostrabili, a rettificare le dichiarazioni in merito alle ”gravi carenze gestionali e organizzative del Comando”».

Viene stigmatizzato anche l’uso della parola ”imboscati”, usata nel chiedere la partecipazione di tutti gli agenti alle turnazioni. «Parlare di ”imboscati” senza un riferimento preciso getta solo un gratuito discredito su tutto il Corpo di Polizia Locale, composto da operatori seri e preparati e da personale che, nonostante l’età anagrafica, ancora dimostra motivazione – conclude la nota – .Tutto è certamente migliorabile, e non si nega che ci siano problemi, ma altro è dare degli ”imboscati” senza sapere, tra l’altro, quale mole di lavoro svolgono gli operatori assegnati ai servizi interni. Ingiusto anche perché potrebbero essere considerati ”imboscati” anche tutti coloro che sono adibiti a servizi amministrativi a seguito di documentazione medica».

Il Comando invita quindi a correggere il tiro, non essendo l’ente preposto ai procedimenti amministrativi di cui si lamentavano le carenze. «Per non ingenerare polemiche di sorta e non invadere campi altrui si ritiene opportuno che informative, fasi concertative e di contrattazione relative a pregresse e future vertenze siano gestite da chi è istituzionalmente a ciò deputato, senza addebitare deficienze organizzative a dirigenti investiti della sola gestione tecnico operativa. Una pubblica amministrazione si basa su un principio gerarchico e su competenze specifiche, quindi il Comando della Polizia Locale del Uti Friuli Centrale non è competente su decisioni come l’approvazione del bilancio e l’indizione di concorsi».

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