La firma tra Comune di Udine e 28 tra associazioni e soggetti appartenenti all’area pubblica

No alla Solit’Udine, rinnovato
il protocollo d’intesa

Prosegue il progetto coordinato dal Comune di Udine
per i servizi di prossimità dedicati agli anziani

Dalla spesa programmata alla prenotazione di visite ed esami, dalle richieste di informazioni ai servizi di accompagnamento, fino alla semplice necessità di una avere compagnia o ascolto. Sono solo alcune delle tipologie di servizio a cui ogni giorno rispondono i volontari delle tante associazioni che partecipano a “No alla Solit’Udine”,il progetto promosso e coordinato dal Comune di Udine e portato avanti grazie alle tante associazioni di volontariato del territorio. Associazioni che hanno ora sottoscritto con palazzo D’Aronco il rinnovo del protocollo d’intesa per i prossimi due anni per regolare l’importante servizio di prossimità che ha avuto negli anni un sempre maggiore interesse e apprezzamento da parte della cittadinanza.

“Voi – dichiara il sindaco di Udine, Furio Honsell ai rappresentanti delle associazioni durante la firma del protocollo alla presenza anche dell’assessore alla Salute e all’Equità Sociale, Simona Liguori, del dirigente ai Servizi Sociali, Filippo Toscano e alla responsabile dell’ufficio comunale, Sabina Francescatto  – siete un esempio per tutti specialmente in un momento di difficoltà come quello che stiamo vivendo. Spesso nei convegni e negli incontri dell’Organizzazione mondiale della sanità a cui partecipo in tutta Europa parlo di “No alla Solit’Udine” come di un modello capace di valorizzare quella che in Friuli rappresenta una straordinaria risorsa, il volontariato”.

I protagonisti

Tante, si diceva, le associazioni del territorio impegnate nel progetto. Complessivamente, infatti, sono 28 (di cui cinque i soggetti appartenenti all’area pubblica) i sodalizi che, in varia misura e in base alle proprie specifiche competenze si attivano quotidianamente per dare un aiuto concreto alle persone anziane in difficoltà. Al protocollo partecipano l’associazione nazionale mutilati e invalidi civili (Anmic), l’associazione nazionale per la lotta contro i tumori (Anvolt), le associazioni Provinciali invalidi civili e cittadini anziani (Apici), l’associazione per la solidarietà ai degenti in ospedale (Asdo), le associazioni per il volontariato nelle unità locali dei servizi Socio Sanitari nucleo locale di Udine (Avulss), l’ssociazione di volontariato territoriale Udine Anteas, l’associazione per l’autogestione dei servizi e la solidarietà Auser, la Banca del Tempo, il Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia Onlus, la Caritas, il Centro Solidarietà Giovani, il Centro di ricerche studi di cure oncologiche territoriali onlus Cericot, l’associazione di Counseling e formazione alla relazione interpersonale Coesi, il Comitato Parenti Ospiti Iga, il  Fondo Bianca Piubello, i Gruppi di Volontariato Vincenziano, HattivaLab Cooperativa sociale Onlus, Judinsi, Libera…mente, Pervinca società Cooperativa sociale, Pro Senectute città di Udine, Rangjnsi, Società S. Vincenzo de Paoli. A questi si aggiungono i soggetti appartenenti all’area pubblica: La Quiete, l’Ater, Federfarma, l’Ispettorato provinciale infermiere volontarie della Croce Rossa e l’ufficio provinciale dell’Aci di Udine.

“Le attività delle associazioni di volontariato che aderiscono al progetto “No alla Solit’Udine” – sottolinea l’assessore Liguori –  sono un chiaro esempio di solidarietà e di impegno civico a sostegno delle fasce di popolazione più fragili quali anziani, disabili, ammalati. L’assessorato alla Salute e all’equità sociale intende promuovere una più ampia diffusione del progetto nell’Ambito udinese valorizzando la “staffetta della solidarietà” tra Comuni e volontari”.

Il bilancio degli interventi del 2012

Dal 2004, anno di avvio del progetto, si è registrato un continuo aumento delle richieste di fruizione dei servizi offerti. Nel primo anno gli interventi sono stati 1103 per passare nel secondo a 2287, nel terzo 3034 fino a raggiungere i 5234 nel 2012. Analizzando i dati del solo ultimo anno (2012), complessivamente gli sportelli di “No alla Solit’Udine” hanno gestito infatti 5.234 richieste e 666 utenti. Tra i servizi più richiesti figurano i trasporti (1.174 richieste), la spesa programmata (915), l’accompagnamento per le passeggiate (689), la richiesta di informazioni (474). Numerose anche le chiamate per piccole commissioni (247 richieste), consulenze (357), ritiro e consegna referti (100). Ma ci sono anche esigenze più specifiche, come le richieste di servizi pedicure (59) o parrucchieria/barbiere (24). La maggior parte degli interventi vengono erogati su segnalazione dell’assistente sociale (2.053 casi) o richiesti al telefono direttamente dall’interessato (1.743 volte) o da altri (946 casi).

Il progetto

“No alla Solit’Udine” si concretizza nell’attivazione di una rete di servizi e relazioni capaci di raggiungere l’anziano nella quotidianità delle sue problematiche. Spesso gli anziani non dispongono di una rete di sostegno in grado di accompagnarli durante questa fase della vita e, soprattutto quelli con ridotta capacità motoria restano “confinati” in casa con il rischio di isolarsi sempre più. “No alla Solit’Udine” fa fronte alla necessità di prevenire il disagio psicofisico dei cittadini anziani partendo dalla vivibilità e percorribilità del territorio non solo in senso materiale, ma anche relazionale e garantendo la reperibilità di figure di riferimento, che fungono da sensori del disagio relazionale e che segnalano ai servizi i bisogni espressi ed inespressi degli anziani, che provvedono alle funzioni di collegamento con i servizi territoriali, di monitoraggio e di accompagnamento evitando il progressivo deterioramento delle condizioni di vita e delle relazioni sociali delle persone anziane.

Il progetto si propone quindi di sostenere la domiciliarità, soprattutto nelle zone ad alta densità di popolazione anziana e a rischio di emarginazione attraverso la presenza di tre punti di ascolto con un operatore di riferimento (e con una gestione curata dal Comune di Udine), che crea un interfaccia tra i cittadini e i servizi del circuito dando ai cittadini in difficoltà le risposte immediate per le esigenze della vita quotidiana. L’operatore di sportello ha un ruolo focale fungendo da raccordo tra bisogni e risposte e promuovendo l’intervento, oltre che delle reti formali, anche di quelle informali.

Le azioni

Le azioni che rientrano nell’ambito di operatività del Protocollo, generalmente a titolo gratuito, sono:

– raccolta delle segnalazioni, anche attraverso un numero telefonico unico cui fare riferimento in particolare nelle ore e nelle giornate di chiusura dei punti di ascolto territoriali

– incontri a domicilio

– attivazione delle risorse del volontariato per l’erogazione dei seguenti servizi:accompagnamento da casa (anche a cadenze prestabilite), affiancamento in struttura (anche a scadenze prestabilite), trasporti (anche a scadenza fissa), commissioni (ritiro/consegna documentazione, ausili, presidi o altro), spesa (acquisto e consegna di generi alimentari), piccoli lavori di riparazione a domicilio, compagnia, passeggiate, parrucchiera/barbiere, ritiro e consegna farmaci, pedicure, prenotazione esami e visite/prestazioni, ascolto, informazioni di interesse dell’anziano, consulenza abitativa, consulenza legale, attività di informazione a favore di persone disabili, distribuzione alimenti e/o vestiario, sostegno economico di modesta entità;

– creazione di momenti di socialità ed incontro (anche in collegamento con centri diurni, con altre realtà analoghe, con le circoscrizioni e le parrocchie)

– organizzazione di corsi di formazione per i volontari

– attività di sensibilizzazione e divulgazione sulle tematiche di interesse degli anziani

– gestione centrale telesoccorso

– segreteria telefonica (al di fuori dell’orario di sportello)

– attività di supporto agli ambulatori infermieristici circoscrizionali