Mercoledì 1° dicembre alle 18 in sala Ajace a Udine

Mino Milani si racconta a
“Gli incontri con l’autore”

Introdotto da Lucio Costantini, il noto scrittore di libri per ragazzi
presenterà il suo volume “L’autore si racconta”

“Ho cominciato a scrivere per ragazzi nel 1953, quando avevo venticinque anni, e credevo a quanto facevo esattamente come oggi”. Così esordisce Mino Milani ne “L’Autore si racconta”, un testo uscito lo scorso anno per Franco Angeli editore, nel quale il papà di “Tommy River”, “I quattro di Candia”, “Efrem”, “Fortebraccio” e di altri indimenticabili personaggi, svela i “segreti” di una narrativa, la sua, che ha catturato generazioni di lettori.E sarà proprio Mino Milani, mercoledì 1° dicembre alle 18 in sala Ajace, il prossimo atteso ospite degli “Incontri con l’autore”, la rassegna organizzata dalla biblioteca civica “Joppi” e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Udine. A dialogare con l’autore sarà Lucio Costantini, presidente dell’associazione friulana Emilio Salgari.

Nato a Pavia nel 1928, direttore dal 1964 della Biblioteca civica di quella città, Milani iniziò nel 1953 a scrivere per il “Corriere dei Piccoli”, e da allora, anche su altre testate e per altri editori, scrive da oltre cinquant’anni con vari pseudonimi libri e racconti per ragazzi, ma anche, con romanzi e saggi storici, per un pubblico adulto. Da due suoi romanzi vennero tratti due film con la regia di Dino Risi (“Fantasma d’amore” 1981, con Marcello Mastroianni e Romy Schneider) e Carlo Lizzani (lo sceneggiato televisivo “La formula mancata”, 1989).

Tra i suoi libri per ragazzi si ricordano i volumi dedicati alle avventure del cow-boy Tommy River e le collaborazioni con i più importanti disegnatori italiani, tra i quali Hugo Pratt, Milo Manara, Grazia Nidasio, Mario Uggeri, Aldo Di Gennaro, Dino Battaglia, Sergio Toppi e Attilio Micheluzzi.

Gianni Rodari disse di lui: “Non è un romanziere d’una volta, ma uno scrittore d’oggi, contemporaneo del cinematografo e della TV, due invenzioni con le quali ha fatto da un pezzo i suoi conti, traducendo in una tecnica moderna la loro grande lezione: narrare per immagini ritmando velocemente l’azione”.