Il capoluogo friulano ha ospitato un convegno con i partner del circuito

Invecchiamento in salute, Udine
inaugura la rete delle “Active Cities”

Concluso il programma di incontri che nelle ultime settimane ha fatto della città
il centro europeo delle politiche per l’invecchiamento in salute

Con il convegno delle “Active Cities”, che si è svolto ieri 11 marzo nella Casa della Contadinanza in castello, Udine ha concluso il programma di incontri che nelle ultime settimane ha fatto del capoluogo friulano il centro europeo delle politiche per l’invecchiamento in salute. L’incontro ha gettato le basi per la creazione di una rete di partner che puntano a sfruttare le opportunità di finanziamento europeo,nell’ambito del programma Horizon 2020, per la promozione dell’attività fisica e di ambienti che favoriscano il movimento e l’accessibilità. Un percorso promosso in prima battuta dall’università di Cassino e del Lazio Orientale e sostenuto, oltre che dal Comune di Udine, anche dai Comuni di Bari, Milano e San Felice sul Panaro, dalle università di Verona, Ferrara, Erlangen-Norimberga, dalla fondazione Verdesport-Ghirada, dall’International Sport and Culture Association (Danimarca) e dall’istituto per la Ricerca Sociale di Milano, nonché dalla Commissione Europea e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Il fatto che questo incontro si sia svolto proprio a Udine – sottolinea il sindaco di Udine, Furio Honsell – testimonia come nel panorama europeo e internazionale la nostra città sia ormai un modello per le politiche di promozione della salute. Inoltre particolare rilievo ha acquisito l’esperienza di Udine per le attività e i servizi dedicati all’invecchiamento in salute e alla solidarietà intergenerazionale. Considerati i mutamenti demografici degli ultimi decenni e l’aumento dell’aspettativa di vita alla nascita, che in Europa è in media di 72 anni per gli uomini e 80 anni per le donne, risulta quanto mai fondamentale la promozione di un invecchiamento attivo che migliori la qualità della vita nella Terza e Quarta Età”.

Nel corso del convegno di ieri, dedicato anche alla presentazione delle diverse esperienze europee e nazionali significative in questo settore, hanno preso la parola diversi rappresentanti ed esperti di politiche di invecchiamento in salute, tra i quali Agis Tsouros, direttore del Centro per la Salute e la Governance Urbana dell’Organizzazione mondiale della sanità, Simona Arletti, presidente della rete italiana “Città Sane”, Susanne Hollmann, viceresponsabile Sport Unit della commissione europea.

L’incontro di ieri ha concluso un ricco programma di appuntamenti che nelle scorse settimane hanno permesso al capoluogo friulano di presentare a diversi partner europei interessati le buone pratiche sviluppate dalla città durante la lunga esperienza nell’ambito della Rete Europea Città Sane dell’OMS e in particolare dell’Healthy Ageing Subnetwork (di cui è capofila), un gruppo ristretto di città europee attive sul tema dell’invecchiamento in salute. Queste iniziative rientravano nel programma URBACT II, il progetto europeo approvato a fine dicembre dalla Commissione Europea con un budget complessivo di 400 mila euro con l’obiettivo appunto di trasferire ad altre città queste buone pratiche sull’invecchiamento in salute. Insieme con Udine, città capofila, partecipano al progetto anche Edimburgo (UK), Brighton & Hove (UK), Klaipeda (Lituania) e Grand Poitiers (Francia). I partner hanno potuto approfondire il modello udinese conoscendone i servizi e le attività per la popolazione anziana e partecipando direttamente ad alcune iniziative come la passeggiata con il gruppo di cammino del Panorama di viale Venezia, che ha riservato agli ospiti una calorosa accoglienza con un buffet di prodotti locali offerti dalle aziende agricole locali Trangoni Ivan e Trangoni Sergio.