Lunedì 6 dicembre alle 18 in sala Ajace

“Incontri con l’Autore”
racconta la zobia grassa

Furio Bianco presenterà il volume “1511. La crudel zobia grassa”, ripubblicato dalla
Libreria Editrice Goriziana per il 500° anniversario della celebre rivolta contadina

In vista del 500° anniversario della zobia grassa, che cadrà nel 2011, “Incontri con l’Autore” dedica un appuntamento alla celebre rivolta contadina. Lunedì 6 dicembre alle 18 in sala Ajace il ciclo di incontri organizzati dalla biblioteca civica e dall’assessorato alla Cultura presenterà il volume “1511. La crudel zobia grassa” di Furio Bianco, un classico della storiografia che viene ripubblicato dalla Libreria Editrice Goriziana proprio per celebrare quest’importante ricorrenza storica. Dialogheranno con l’autore i docenti Luciano Pezzolo dell’università Ca’ Foscari di Venezia e Laura Casella dell’università di Udine.

Il giovedì grasso del 1511 i contadini, inquadrati nelle milizie paesane al comando di Antonio Savorgnan, entrarono a Udine. Uniti ai popolani e agli abitanti del contado, quasi rispettando un segnale convenuto, diedero in massa l’assalto ai palazzi e alle torri dove la nobiltà feudataria si era rinserrata con seguaci e armigeri. Seguirono fasi concitate, scontri sanguinosi e, infine, in una scenografia spettrale e sinistra, tra i bagliori delle fiamme, i lamenti delle vittime, le urla aggressive e derisorie dei rivoltosi, iniziarono i massacri con una lunga sequela di brutali linciaggi e di episodi feroci e truculenti. Nei giorni seguenti le mascherate grottesche, i momenti di follia ludica, con le schermaglie verbali, le parate, le farse e gli sbeffeggiamenti, sembravano rappresentare il proseguimento della rivolta, l’epilogo rituale e simbolico delle violenze, facendo quasi temere che per davvero «’l fusse riversato il mondo».

Dalla città la rivolta si propagò nelle campagne friulane. Migliaia di contadini in pochi giorni misero a ferro e a fuoco decine di castelli, di rocche e di palazzi, soprattutto in quei comprensori dove più fitto era l’intrico delle giurisdizioni feudali e più estesi i possessi signorili.

Con felice ispirazione narrativa e sulla base di un’imponente documentazione archivistica, il libro racconta la più vasta rivolta contadina dell’Italia rinascimentale, le faide e le vendette che sconvolsero il Friuli, terra di ribellismo quasi endemico, tra guerra guerreggiata, invasioni turche e lotte tra signori e sudditi.

Furio Bianco insegna Storia moderna e Storia del Friuli alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Udine. Studioso della società di antico regime, ha pubblicato in Italia e all’estero. È autore di numerose opere di storia sociale; tra le più recenti: Storie raccontate. Storie disegnate. Cerimonie di giustizia e cronaca nera nelle memorie cittadine tra ’500 e ’800; Contadini e popolo tra conservazione e rivolta; Nel bosco. Comunità alpine e risorse forestali nel Friuli in età moderna; Forestali, mercanti di legname e boschi pubblici (con Antonio Lazzarini); Contadini e sbirri nel Friuli del Settecento (seconda edizione); L’immagine del territorio. Società e paesaggi del Friuli nei disegni e nella cartografa storica.

Nel 1995 con Le terre del Friuli ha vinto il premio Mazzotti e nel 1996 La «crudel zobia grassa». Rivolte contadine e faide nobiliari in Friuli tra ’400 e ’500 ha ottenuto il premio Nonino Risit d’Aur.



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