Mercoledì 27 aprile alle 18 in sala Ajace

Incontri con l’Autore presenta
il volume “Studenti al fronte”

Il volume ricostruisce l'origine della "scuola medica da campo", un'esperienza
che durante la Prima guerra mondiale trasferì la facoltà di medicina al fronte

Mercoledì 27 aprile alle 18 in sala Ajace, per il ciclo “Incontri con l’Autore” organizzato dalla biblioteca civica e dall’assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Club Unesco, sarà presentato il libro “Studenti al fronte. L’esperienza della scuola medica da campo di San Giorgio di Nogaro – L’Università Castrense”, un volume curato da Daniela Baldo, Massimiliano Galasso e Daniele Vianello, ed edito a Gorizia dalla LEG e dal Comune di San Giorgio di Nogaro. La presentazione è affidata al giornalista Gianpaolo Carbonetto e al docente dell’università di Udine Fulvio Salimbeni.

Le pesanti perdite subite dalle unità italiane impiegate in azione durante la Prima guerra mondiale misero in luce, fin da subito, uno dei problemi che rappresentò una costante per tutta la durata del conflitto, cioè la scarsa disponibilità di personale sanitario a tutti i livelli. Per far fronte a questa situazione, il Comando Supremo, non potendo consentire agli studenti aspiranti medici di allontanarsi dalla zona delle operazioni per completare gli studi universitari, propose che fosse la facoltà di Medicina ad essere trasferita in zona di guerra. Fu così che nel gennaio 1916 si istituirono i “Corsi di medicina e chirurgia” per gli studenti del 5° e 6° anno di medicina che si trovavano sotto le armi. Questa l’origine della “Scuola medica da campo” di San Giorgio di Nogaro, meglio nota come Università Castrense, che nel biennio 1916-17 fu una vera e propria “Università Nazionale Italiana”.

Con l’intervento del Comando Supremo furono radunati a San Giorgio di Nogaro gli studenti di medicina iscritti nelle varie università italiane e disseminati in zona di guerra, e allo stesso tempo vennero chiamati i titolari delle cattedre d’insegnamento di medicina che prestavano servizio al fronte, i cui reparti divennero cliniche regolari. Con essi furono chiamati a raccolta altri medici provvisti dei titoli legali per l’insegnamento universitario. In questo modo si costituì un insieme che comprendeva tutti gli insegnamenti universitari obbligatori con i relativi esercizi pratici. La ricerca svolta in questo libro, partendo dall’analisi del reale impatto che tale istituzione ha avuto sullo sviluppo della scienza medica, si propone di far conoscere uno degli aspetti più particolari del primo conflitto mondiale e che ancora oggi costituisce un unicum nella storia mondiale. Daniela Baldo, Massimiliano Galasso e Daniele Vianello, studiosi della Grande Guerra, hanno pubblicato vari articoli su riviste specializzate e locali. “Studenti al fronte” conclude una ricerca durata quattordici anni e condotta presso archivi storici italiani e austriaci.