Nuova iniziativa
a palazzo Giacomelli

Il museo Etnografico racconta
la figura di don Blanchini

Nell’ambito delle mostre a rotazione su borgo Grazzano, palazzo Giacomelli
dedica una sala alla figura del parroco di San Giorgio Maggiore

Sacerdote della parrocchia del borgo, ma anche grande operatore di carità fra le classi più povere. Innovatore dell’attività educativa fra i giovani più bisognosi, attivo fra i deboli e gli emigranti, voce del mondo contadino la cui situazione e le cui necessità fece presenti sulla stampa locale attraverso una lucida lettura e con innovative proposte di sostegno.

Sarà la figura di don Eugenio Blanchini al centro della prossima mostra a rotazione che il Museo Etnografico del Friuli dedica periodicamente al borgo cittadino dove il museo sorge.

Palazzo Giacomelli, infatti, è uno storico palazzo cittadino di borgo Grazzano, uno dei quartieri urbani  che singolarmente hanno conservato identità storica. La sala dedicata al borgo è quindi un’ideale punto di partenza per riscoprire questo angolo udinese ricco di storia, vissuto fra trasformazioni sociali ed economiche e così radicato intorno al corso d’acqua che lo percorre.

All’esposizione permanente del museo, dunque, ora si aggiunge, nell’ambito delle piccole rassegne tematiche a rotazione, una mostra che vuole riscoprire questa grande personalità del quartiere e della città.

Don Blanchini nasce a Biacis (Pulfero, allora cappellanìa di Antro e comune di Tarcetta) il 7 marzo 1863. Gli anni successivi alla sua ordinazione sacerdotale (1886) sono caratterizzati da un servizio pastorale intenso e faticoso a causa di ripetuti trasferimenti; nel 1890 è nominato vice rettore dell’orfanotrofio Tomadini a Udine assumendone i compiti gestionali, educativi e amministrativi. Contestualmente si interessa delle problematiche sociali e cura le prime relazioni sull’agricoltura in cui promulga i metodi di coltivazione più moderni. È fautore, infatti, del sistema Solari, basato sulla rotazione delle colture e l’uso dei concimi chimici.

Blanchini diviene parroco di san Giorgio Maggiore nel 1899. Tutto il suo operato, in una lungimirante azione spirituale e sociale, è rivolta all’aggregazione sociale, in particolare del mondo giovanile ed operaio. Sono molteplici anche le iniziative compiute dal sacerdote nel campo dell’emigrazione friulana. Nel primo decennio del XX secolo intraprende una serie di viaggi che hanno come meta diverse città dell’impero Austro-Ungarico al fine di conoscere le reali condizioni di vita e di lavoro degli emigranti. Nel 1902 istituisce “L’Unione di San Raffaele tra sacerdoti per le missione degli emigranti” volta a coadiuvare nella tutela i friulani lontani dall’Italia. Ugualmente, attraverso la stampa locale, il religioso cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica friulana. La parrocchia di san Giorgio Maggiore, inoltre, è la prima nella diocesi a creare, nel 1903, una Cassa Operaia .

Don Blanchini viene anche ricordato per l’intensa attività assistenziale ed educativa e  tale impegno è testimoniato dalle sue stesse parole. “Uscito dall’ospizio Tomadini – scriveva –  non potevo non rassegnarmi ad essere lontano dalla cura dei poveri bambini e dei fanciulli trascurati e senza mezzi, per allevarli nella vita cristiana, insegnando loro a migliorare la propria sorte”. Fonda il Ricreatorio Festivo di Udine, centro di accoglienza, d’incontro e divertimento nelle giornate festive, con l’intento di indirizzare alla convivenza dei ceti insegnando l’amore e la solidarietà cristiana. Quindi rivolge la sua attenzione anche alle ragazze istituendo prima il Ricreatorio Festivo Udinese Maria Immacolata e successivamente la Scuola di Formazione delle figlie del popolo.

Muore prematuramente nel 1921 a soli 58 anni, lasciando in eredità un’opera pastorale forte e impegnativa testimoniata anche nei suoi scritti quali “Il metodo dell’agricoltura Solari e la questione agraria nell’economia pubblica e rurale in Italia” (1897), “La proprietà agraria ed i bisogni economici e sociali degli agricoltori nel Friuli italiano” (1898), “Conferenze sulle Latterie Cooperative – Unione Professionale del Lavoro – Enciclica sulla Democrazia Cristiana (1901)” e “La Slavia” (1901).

L’esposizione, ospitata nella sala  Borgo Grazzano al primo piano di Palazzo Giacomelli, è visitabile in orario di apertura del Museo Etnografico del Friuli (dal martedì alla domenica dalle 10 alle 17) al costo del biglietto d’ingresso.

Per informazioni: 0432 271920.