Domenica, 20 giugno, l’ultima giornata della rassegna

Il Festival della pace chiude
all’insegna del dialogo e della musica

In mattinata gli incontri-confronti tra guerra e medicina e tra scienza e religione.
In serata in piazza Duomo il concerto finale con gli “Zuf de Zur”

Dopo numerosi incontri, concerti e proiezioni, che hanno trasformato il centro storico in un grande laboratorio di discussione, giunge al termine la seconda edizione del Festival della pace, la rassegna promossa dal Comune di Udine e organizzata dal Teatro Club per la direzione artistica di Ekkehart Krippendorf e quella organizzativa di Angela Felice.

Domenica 20 giugno, infatti, si conclude la kermesse che ha riunito nel centro cittadino, enti, istituzioni e soggetti da sempre impegnati nel campo della solidarietà, della cooperazione, dell’immigrazione e dell’integrazione.

Due gli appuntamenti nella mattinata nell’ex chiesa di san Francesco. Sul filo rosso che ha unito sabato i temi della filosofia con il lavoro e del volontariato con il diritto, ancora due sono gli incontri-dialogo con quattro ospiti-esperti invitati da un moderatore-arbitro allo scambio di opinioni sulla comune domanda circa il valore della pratica pacifica e non violenta quale modalità di risoluzione di conflitti e tensioni nei più disparati ambiti professionali e di vita. Insieme con il pubblico presente, alle 9.30 si confronteranno, moderati direttamente dal politologo tedesco Ekkehart Krippendorf, il capitano Igor Piani, portavoce della brigata alpina “Julia” e il chirurgo Roberto Petri, impegnati a discutere della pace tra mondo militare e medicina. Alle 11, al confine tra scienze cognitive, impegno civile e religione, sarà invece la volta dello scienziato Ugo Morelli dell’università di Trento e di don Pierluigi di Piazza, responsabile del centro di accoglienza Balducci di Zugliano (Ud). Moderatore di quest’ultimo incontro della mattinata sarà il giornalista Gianpaolo Carbonetto.

“Oasi felice e di pace”, sarà alle 16 a palazzo Morpurgo, la lettura di “Novella” di Goethe, affidata alla calda voce dell’attrice Graziella Galvani e accompagnata dal flautista del Conservatorio Tomadini di Udine Marco Pellizzini.

Tempo di bilancio della quattro giorni udinesi, poi, quando alle 18 nella chiesa di San Francesco tutti i protagonisti del festival, dopo la proiezione del video-documentario “Habibi” si riuniranno attorno a una tavola rotonda che oltre a tracciare una linea sull’edizione 2010 lanceranno idee e proposte già per il prossimo anno.

Ma il Festival della Pace non poteva non concludersi con un grande momento di gioia e colore. Sul palco allestito in piazza Duomo (in caso di maltempo al teatro San Giorgio), infatti, alle 21.30 saliranno gli “Zuf de Zur”, uno dei più amati gruppi italiani della musica etno-folk, in un trascinante invito al dialogo tra le culture. Naturalmente all’insegna di quella contaminazione  linguistica e musicale, che caratterizza le aree di confine ed è la cifra inconfondibile della formazione, al crocevia tra le culture italiana, slovena e austriaca. A salutare in musica il pubblico, con strumentazione rigorosamente acustica, saranno l’organetto di Maurizio Veraldi, la chitarra del compositore Mauro Punteri, il clarinetto di Roberto Nonini, la batteria di Emanuele Diego Primosi, il violino di Francesca Altran e, a ingioiellare il tutto, la meravigliosa voce solista di Gabriella Gabrielli.

Anche domenica saranno dislocati in piazza Duomo stand, cucine etniche e banchetti delle organizzazioni  che fanno parte del Tavolo della Pace di Udine e di Terre Lontane – Mondi Vicini, gruppo di associazioni impegnate nella pace attraverso la cooperazione  e l’integrazione.

Tutte le iniziative sono gratuite. Per informazioni: PuntoInforma (via Savorgnana, 12 – 0432 414717/718) o Teatro Club Udine (0432 507953).