Mercoledì 31 ottobre alle 18
nella sala Corgnali

I drammatici fatti di Porzûs
a “Dialoghi in biblioteca”

Il ciclo di appuntamenti presenta la ristampa in edizione integrale
del libro di Marco Cesselli “Porzûs. Due volti della Resistenza”

Prosegue il ciclo di incontri “Dialoghi in biblioteca” organizzati dalla biblioteca civica “V. Joppi” e dall’assessorato alla Cultura. Mercoledì 31 ottobre alle 18 nella sala Corgnali è in programma la presentazione del libro “Porzûs. Due volti della Resistenza” di Marco Cesselli, ristampato in edizione integrale quest’anno a Udine da Aviani & Aviani editori. La presentazione dell’opera è affidata al docente dell’università di Udine Paolo Strazzolini.

Il 7 febbraio 1945 due formazioni di GAP garibaldini del Friuli, dipendenti da uno stesso Comando, quasi nelle stesse ore furono protagoniste di due ben diverse azioni di guerra: mentre a Udine 21 gappisti attaccavano audacemente le locali carceri e ne sgominavano, senza subire perdite, il munito presidio liberando così tutti i prigionieri politici ivi rinchiusi, a poco più di 20 chilometri a nord e precisamente nelle malghe di Porzûs tra Faedis e Attimis, un distaccamento gappista di 100 uomini catturava un intero Comando delle Divisioni Osoppo (formazioni partigiane facenti capo alla Democrazia Cristiana e al Partito d’Azione) e lo passava per le armi sotto l’accusa di attesismo e intesa col nemico. Diciassette gli osovani uccisi “da mano fraterna nemica”, due gli scampati.
Il volume ricostruisce la storia di questo episodio, fra i più amari della guerra di Liberazione ma assai illuminante per capire quali furono gli aspetti più contraddittori e drammatici della nostra Resistenza.

Marco Cesselli (Codroipo 1917 – ivi 1997) si laureò in Economia e Commercio a Venezia nel 1940 e fu allievo del grande storico dell’economia Gino Luzzatto. Prese parte alla Seconda guerra mondiale come sottotenente dell’esercito e fu mobilitato nella ex Jugoslavia. Dopo l’8 settembre 1943 si collegò ai gruppi clandestini del Partito d’Azione del Friuli  e raggiunse le brigate “Osoppo” di montagna, delle quali fece parte con il grado di delegato politico per alcune settimane. Uscito da quel Comando di cui non condivideva più l’orientamento politico, si trasferì a Udine e poi a Venezia per continuare la lotta clandestina in seno al CNL del Veneto. Nel dopoguerra ha continuato la sua battaglia ideale antifascista compiendo studi e ricerche storiche sulla Resistenza friulana, tra cui l’opera che viene presentata alla “Joppi”, edita la prima volta nel 1975.