Il primo cittadino preoccupato per le sorti del Santa Maria della Misericordia

Honsell: “Non può essere il serbatoio
in cui scaricare i tagli della sanità”

Il sindaco ha incontrato le rappresentanze intersindacali, impegnandosi
a chiedere subito un incontro con Tondo e Kosic
per garantire adeguate risorse alla struttura ospedaliera

mediciPreoccupati che si perda la specificità dell’Azienda ospedaliera di Udine e “che tutti finiscano per perderci in termini di energie, risorse e sicurezza – denunciano le rappresentanze intersindacali ospedaliere –, dal personale medico a quello infermieristico, ma soprattutto i pazienti e i cittadini di Udine”.

È grande l’apprensione dei sindacati per le sorti dell’ospedale cittadino in merito al nuovo piano sanitario regionale. Una preoccupazione che è stata portata a palazzo D’Aronco all’attenzione del sindaco di Udine, Furio Honsell, che già  nei giorni scorsi era intervenuto incontrando il presidente dell’ordine dei medici del capoluogo friulano, Luigi Conte e telefonando ai vertici ospedalieri. E giovedì 1° aprile, come annunciato, al tavolo del primo cittadino si sono seduti Sergio Cercelletta, presidente regionale dell’Aaroi-Emac, Antonio Cinque, della stessa sigla sindacale, Luisa Paganin, Cgil medici e Valtiero Fregonese dell’Anaao.

“Trovo a dir poco sconvolgente – accusa Honsell – che venga disatteso il protocollo d’intesa tra Università e Regione siglato a tutela della specificità dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Udine, sia per quanto concerne la parte ospedaliera, sia per quella universitaria. Protocollo che ha dato vita – spiega il sindaco, che si sta occupando del problema anche in veste di massima autorità sanitaria sul territorio comunale – all’Azienda Ospedaliero-Universitaria proprio sotto il mio rettorato”.

Spiegando il loro punto di vista, le rappresentanze sindacali hanno denunciato i tagli alle risorse della struttura ospedaliera. “Bisogna assolutamente che vengano scongelate tutte le posizioni della pianta organica, attualmente non ricoperte ma inizialmente previste dal protocollo d’intesa. L’accordo tra Regione e Università – spiega ancora il sindaco – è stato il frutto di un lungo lavoro condiviso da tutte le parti interessate e ha costituito il volano per consolidare il nostro ospedale ai vertici di tutte le strutture sanitarie non solo regionali o italiane, ma addirittura nazionali. Sarebbe un vero e proprio scempio per Udine e per il Friuli perdere la grande specificità e l’alta professionalità offerta ai cittadini”.

Ecco perché Honsell ha promesso che chiederà subito un incontro con il presidente della Regione, Renzo Tondo, e con l’assessore regionale, Vladimir Kosic, affinché “assicurino adeguate risorse all’azienda ospedaliero-universitaria di Udine – chiarisce – perché possa continuare a svolgere il suo ruolo non solo in favore della cittadinanza udinese, ma possa mantenere la sua alta specialità. L’ospedale – prosegue –  non può essere il solo serbatoio nel quale scaricare i tagli della sanità e il sistema sanitario regionale non può obbligare i cittadini di Udine a girovagare tra gli ospedali di rete regionale per trovare i servizi fin’ora offerti dal capoluogo friulano”.

Ma un appello del sindaco va anche a tutte le forze politiche “che hanno a cuore la salute dei cittadini e l’eccellenza dell’assistenza sanitaria udinese – conclude – perché reagiscano a uno scenario che rischia di ridimensionare sia l’ospedale di Udine sia il Policlinico universitario a discapito della salute della popolazione”.









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