Mercoledì 26 maggio alle 18 in sala Ajace

Giuseppe O. Longo ospite
di “Incontri con l’Autore”

L’autore presenterà la raccolta di racconti
“Squilli di fanfara lontana”, edita quest’anno da Mobydick

Sarà Giuseppe O. Longo il prossimo ospite di “Incontri con l’Autore”, il ciclo di appuntamenti realizzato dalla biblioteca civica e dall’assessorato alla Cultura in collaborazione con il Club Unesco. Mercoledì 26 maggio alle ore 18 in sala Ajace l’autore presenterà la sua raccolta di racconti “Squilli di fanfara lontana”, edito quest’anno da Mobydick.

Toccherà alla docente dell’università di Klagenfurt Angela Fabris dialogare con l’autore.

 “Squilli di fanfare lontana” è una raccolta di ventidue racconti scritti tra il 1996 e il 2008, per gran parte inediti, che l’autore ha steso tra Trieste, la città dove per lungo tempo ha vissuto, e Gorizia, dove oggi dimora. Ma le ambientazioni, i paesaggi, il clima che in questi frammenti si respira appartengono a un’area ben più vasta, dove il virtuosismo letterario e stilistico di Longo si cimenta con personaggi sempre diversi, lungo scenari e paesaggi molto lontani, spesso inquietanti, lucidamente descritti con straordinarie capacità di analisi. Ne scaturiscono pagine di narrazione e di vita, soffi di stagioni lontane, paesaggi che tagliano l’aria, voci perdute nel tempo, luci e rumori che cambiano, strilli di gabbiani, lacrime ed erotismo, desiderio infinito di possedere l’altro.

 Giuseppe O. Longo, professore ordinario di Teoria della comunicazione alla facoltà di Ingegneria elettronica dell’università di Trieste, accanto alla sua attività scientifica a livello internazionale, ha pubblicato tre romanzi (tra cui “L’acrobata”, edito da Einaudi e tradotto in Francia da Gallimard), nonché nove raccolte di racconti (premiate dalle più importanti rassegne nazionali e per gran parte presentate dalla biblioteca in sala Ajace) e una di drammi. Recentemente, qui a Udine, ha presentato per “Vicino Lontano” l’ultimo suo saggio sulla biografia di Martino Martini, il “gesuita che disegnò la Cina”.