Mercoledì 21 luglio alle 21.15
al Teatro Palamostre

Gherardo Colombo presenta
il suo “Processo a Cavour”

L’ex magistrato impegnato per la prima volta in veste di attore a processare,
in una pièce scritta da Augias e Ruffolo, uno degli artefici dell’Unità d’Italia

Doveva essere presentato al Teatro antico di Ostia e, invece, sarà UdinEstate ad ospitare il debutto nazionale di “Processo a Cavour”, il nuovo spettacolo teatrale di Corrado Augias e Giorgio Ruffolo, che vede in scena per la prima volta in veste di attore Gherardo Colombo, l’ex magistrato del pool di Mani Pulite, nel ruolo, neanche a dirlo, di PM impegnato a processare uno degli artefici dell’Unità d’Italia.

Cresce, dunque, l’attesa per la prima nazionale della messinscena che sarà a Udine mercoledì 21 luglio alle 21.15 al Teatro Palamostre, luogo scelto per ragioni tecniche legate al debutto nazionale al posto del castello, dove era originariamente previsto.

Il conte Camillo Benso di Cavour (magistralmente interpretato da un intenso Ruggero Cara) è messo alla sbarra per aver, con colpevole leggerezza, favorito, o quanto meno non impedito, l’unificazione di un paese che non possedeva i requisiti politici, etnici, culturali per affrontare responsabilmente un tale profonda modificazione. Colpevole di aver scritto in una lettera a Rattazzi “L’unità d’Italia? una corbelleria: ma ogni tanto la storia fa delle corbellerie”. Secondo qualcuno il Risorgimento fu addirittura il suo soliloquio. Ma è così? L’accusa concentrerà quindi la sua requisitoria su tre punti portanti e importanti anche per la collocazione geografica nonché per i momenti in cui i fatti contestati si svolsero. Milano e Venezia. Cosa furono le cinque giornate di Milano, un “diavolezzo”, come lo chiamò Cattaneo? Oppure la dimostrazione della volontà di un popolo? Quanto meno della sua élite? E la resistenza accanita di Venezia – gli atti di eroismo che spinsero il maresciallo Radetzky a presentare le armi agli insorti dopo la conquista della città –,  che cosa rappresentò? La questione meridionale. L’accusa sosterrà che aver riunito alla corona sabauda un Mezzogiorno di cui si ignorava tutto, fu gesto sconsiderato. Produrrà le lettere degli ufficiali piemontesi piene di sorpresa di fronte alla condizioni di vita di quelle popolazioni, i rapporti sgomenti al Parlamento del Regno. E la spedizione di Garibaldi, detta dei Mille, che cosa fu se non un atto d’aggressione nei confronti di un Regno legittimo in clamorosa violazione al diritto delle genti, come allora si diceva? La questione romana. Aver sottratto Roma al Papa non fu anch’esso gesto sconsiderato dal punto di vista religioso ma anche civile e politico? L’accusa esibirà le lettere, le suppliche di Pio IX ai regnanti d’Europa già durante l’esilio a Gaeta nei mesi febbrili della repubblica romana del 1849. Lo sconcerto, il dolore, l’ira dell’uomo e del pontefice.

A tutto questo come ribatterà Cavour? Le accuse sono pesanti, ma la sua difesa dispone di ottime frecce. I richiami saranno alla storia culturale, alla lingua, alle aspirazioni profonde quanto meno delle élite, al sogno lungamente delineato fin dal XIII secolo con Dante, Guicciardini e poi Machiavelli. Ma avranno peso anche le ragioni economiche: quei piccoli regni erano già allora esigui rispetto alle potenzialità del nascente capitalismo europeo. Lasciati a se stessi avrebbero finito per soffocare. E che cosa dire delle tremende condizioni di arretratezza in cui l’amministrazione pontificia aveva tenuto per secoli la popolazione di Roma? G.G. Belli ne ha dato una descrizione terribilmente efficace.

In scena tre attori, due uomini e una giovane donna: l’accusa, Cavour, che si difenderà da solo e, l’Italia. Una brava Martina Galletta, infatti, vestita dal tricolore come nei varietà di una volta, interromperà di tanto in tanto i due contendenti per prendere lei la parola in prima persona. “Voi state raccontando la mia vita – dirà –, dovete ascoltare la mia versione della storia”.

Uno spettacolo insolito, imperdibile, con il ritmo incalzante della requisitoria; una rappresentazione che si conclude inevitabilmente con la sospensione del giudizio e proprio in questo centra il suo obiettivo. Quello di non voler offrire risposte, quanto piuttosto suggerire domande, sollevare interrogativi, stimolare una riflessione critica su uno dei temi più caldi del dibattito politico di questi giorni.

Per prenotare il proprio posto è possibile acquistare i biglietti, grazie alla collaborazione con l’Ert Fvg, al PuntoInforma (via Savorgnana 12) ogni giorno dalle 16 alle 18.30 e mercoledì anche direttamente al Palamostre a partire dalle 19.15. È inoltre attiva la biglietteria online al sito internet www.greenticket.it (tel 899 500055).

 Ma la permanenza in città di Gherardo Colombo non si limiterà alla sera dello spettacolo. Su richiesta del sindaco di Udine, Furio Honsell, infatti, l’ex Pm sarà protagonista giovedì mattina in un incontro con i detenuti del carcere di via Spalato. Un incontro sul tema della legalità al quale parteciperà lo stesso Honsell insieme al direttore dell’istituto penitenziario di Udine Francesco Macrì. Tutti i dettagli del progetto, che si inserisce all’interno delle numerose iniziative messe in campo dal Comune e dalla casa circondariale del capoluogo friulano, verranno illustrati domani, martedì 20 luglio, alle 12.30 a palazzo D’Aronco nel corso della conferenza stampa di giunta alla presenza dello stesso Macrì.