Giovedì mattina la conferenza nel carcere di via Spalato

Gherardo Colombo parla di legalità ai detenuti

UdinEstate entra negli istituti penitenziari con un programma d’iniziative
frutto della collaborazione tra Comune e Casa circondariale

UdinEstate entra negli istituti penitenziari con un programma d’iniziative che partiranno già con la visita di Gherardo Colombo per una conferenza con i detenuti. L’ex Pm, infatti, giovedì mattina, 22 luglio, dopo il debutto nazionale dello spettacolo “Processo a Cavour” (mercoledì 21 luglio alle 21.15 al Palamostre) incontrerà insieme al sindaco di Udine, Furio Honsell, e al direttore della casa circondariale, Francesco Macrì, alcuni detenuti in via Spalato.E alcuni di loro avranno anche la possibilità di assistere direttamente allo spettacolo di mercoledì sera, così come ad altri in calendario di agosto di UdinEstate.

Tema dell’incontro di giovedì in carcere, promosso dai servizi sociali del Comune grazie alla disponibilità dello stesso Colombo, sarà la legalità, argomento caro al magistrato lombardo se si considera che proprio il suo ultimo libro, uscito per Feltrinelli a maggio scorso, s’intitola “Che cos’è la legalità?”.

 “In nessun Paese europeo come in Italia – si legge nella quarta di copertina – la regola è sentita come sofferenza, anzi come un limite, qualcosa che sottrae piuttosto che aggiungere”. La distinzione tra regole formali, scritte, e regole occulte, frutto dell’adeguamento del cittadino a una generale situazione di illegalità fondamentalmente accettata, sarà alla base del discorso di Colombo con i detenuti. L’ex Pm già nel suo libro “Sulle regole” aveva trattato questo tema e suggeriva di cercare gli antidoti al problema in una rivalutazione delle regole, ovvero nella necessità di restituire alla legge il suo ruolo centrale di strumento per la crescita e la fortificazione della comunità, che viene al contrario annullata dalle regole occulte.

L’iniziativa parte da lontano e prende le mosse da un protocollo d’intesa stilato tra palazzo D’Aronco e il carcere di via Spalato, “perché riteniamo fondamentale – ha spiegato Honsell – la definizione di percorsi di reinserimento nella più convinta inclusione sociale degli ex detenuti o di quelli in esecuzione penale esterna”. Un’idea che sta alla base anche di tutti i percorsi messi in atto dalla casa circondariale di Udine. “L’amministrazione penitenziaria – ha commentato infatti Macrì durante la conferenza stampa di presentazione in Comune a Udine – ha sempre incentivato iniziative che potessero distrarre gli ospiti della casa circondariale, approfittando della detenzione per ricominciare a ragionare sulla legalità. Quando abbiamo avuto conferma dal Comune che Colombo aveva accettato l’invito a venire a parlare con una ventina dei nostri detenuti – ha proseguito – siamo rimasti molto colpiti ed entusiasti. Non è facile poter ospitare un personaggio di così alta levatura come l’ex pm”.

Ma quali sono le azioni intraprese di comune accordo tra palazzo D’Aronco e il carcere di via Spalato? Un protocollo d’intesa tra Comune, in qualità di ente gestore del servizio sociale dei comuni dell’Ambito, Ass.4, Ministero di Giustizia con il carcere udinese, la Provincia, l’Uepe (ufficio di esecuzione penale esterna) e numerose associazioni del territorio, si propone di attivare sinergie e forme di collaborazione, ridefinendo ambiti di intervento congiunto nonché metodologie e modalità attuative, nel rispetto dei diversi ruoli e competenze, per il perseguimento degli obiettivi della rieducazione e del reinserimento sociale dei detenuti, delle persone in esecuzione delle misure alternative, delle sanzioni sostitutive e delle misure di sicurezza o in regime post-penitenziario.

Un altro progetto è “Lib(e)rarsi, sempre per il reinserimento e l’inclusione sociale e dedicato in particolar modo ad adulti detenuti, persone in esecuzione penale esterna, agli arresti domiciliari, in dimissione dal carcere e ammessi al regime del lavoro esterno. Grazie a questo progetto vengono attivate borse lavoro intra ed extra murarie, vengono realizzate iniziative di formazione interne alla casa circondariale e forniti dei “kit di dimissione” per facilitare il reinserimento degli ex detenuti.

Infine il progetto “Lacio Drom-Buon cammino”, destinato a minori con problemi di disadattamento e di devianza all’attenzione dell’autorità giudiziaria minorile, maggiorenni under 21 dell’area penale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Minorile, appartenenti alla comunità Rom/Sinti. Scopo è quello di individuare, attraverso la segnalazione di assistenti sociali e del consigliere delegato ai rapporti con la comunità rom, Antonella Nonino, dei giovani maggiorenni della comunità Rom/Sinti da inserire in progetti di borsa-lavoro.