Disponibile presso la sezione “Musica” della Joppi

Fondo Valter Colle, “Un atto
rivoluzionario per aprirsi al passato”

Dopo un lungo lavoro di catalogazione, presentato il dvd che racconta il percorso
che ha portato alla realizzazione del fondo donato alla civica biblioteca

“Un atto rivoluzionario con il quale ci si apre finalmente a fonti orali, mai edite prima d’ora, non più replicabili e, quindi, non conoscibili”. Così l’etnomusicologo ed editore friulano Valter Colle commenta la pubblicazione del dvd che presenta il “Fondo Valter Colle”, donato nel 1998 alla biblioteca “Joppi” del Comune di Udine, catalogato nel 2002 e restaurato nei primi anni duemila da parte dell’università friulana.La biblioteca comunale, infatti, tra i fondi di più recente acquisizione, può annoverarne ora uno molto particolare, sia per i supporti audio e video originalmente utilizzati, sia soprattutto per la tematica affrontata, che è quella della documentazione musicale, ma anche etnografica in senso più lato, che nasce in un territorio definito, la Val Resia, per espandersi poi un po’ in tutto il Friuli, da Marano Lagunare alla Carnia e alle valli del Natisone.

“Colle – dichiara l’assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani, durante la presentazione del dvd alla “Joppi” – è un grande uomo di cultura che dedica la sua vita alla ricerca. L’aver dato vita a un rapporto con un’istituzione pubblica è un fatto di grandissimo valore e per questo sento il dovere di ringraziarlo a nome di tutta la comunità”.

Il fondo presenta oltre 200 ore di registrazioni audio e video di testimonianze musicali, ma in senso più ampio etnografiche, raccolte dagli anni ’70 in poi (l’intero “patrimonio” raccolto da Colle è di 12 mila ore). Fonti immateriali di una cultura friulana, e non solo, in continua trasformazione. Testimonianze mai edite e consultabili ora nella sezione “Musica” della biblioteca civica “Joppi” di Udine.

“Il fatto che una biblioteca le raccolga in un fondo – commenta ancora Colle – rappresenta un’evoluzione necessaria per una struttura importante come una biblioteca pubblica, perché possedere non solo copie fisiche, cartacee, delle tracce del passato apre a nuove prospettive per condividere le fonti cosiddette immateriali. Suoni e video di una nostra cultura in costante evoluzione che, se non catalogata e conosciuta, risulta sempre più difficile comprendere. La cultura – prosegue – se è viva è in continua trasformazione e c’è sempre un’origine dell’origine che va ricercata”.

Nel dvd, edito dalla “Joppi”, che ha sostenuto la digitalizzazione effettuata dal laboratorio Mirage dell’università di Udine (sede di Gorizia), e realizzato da Marco Comar del laboratorio Cinemantica dell’ateneo friulano, si ricostruiscono le fasi della formazione del “Fondo Valter Colle” e quelle, altrettanto complesse, della sua archiviazione. E questo attraverso le interviste allo stesso Colle, ma anche ad altri studiosi, esperti o cultori della materia come Gian Paolo Gri, professore di antropologia culturale all’università di Udine, Angelo Orcalli, docente di musicologia e storia della musica all’ateneo udinese, Romano Vecchiet,  direttore della “Joppi” e Roberto Dapit, professore di lingua e letteratura slovena sempre l’ateneo friulano. Ma non solo, perché nel dvd sono presenti anche svariate testimonianze video musicali, raccolte da numerosi ricercatori, tra cui Federico Orso, Pietro Sassu, Roberto Vesnaver, Giorgio Ferigo e Novella Cantarutti.

Nel dvd sono contenuti anche due testi scritti: il saggio di Roberto Dapit, “Il fondo Valter Colle e la tradizione resiana” e quello di Adriana Anastasia e Chiara Marini “Il fondo Valter Colle nella Sezione Musica della Biblioteca Civica V. Joppi di Udine, l’acquisizione, la catalogazione e la fruizione”. Scritti che arricchiscono con dati più analitici le notizie su uno dei fondi più interessanti del patrimonio recente della Biblioteca Civica di Udine.

“È estremamente importante – commenta il direttore della “Joppi”, Romano Vecchiet, a fianco del responsabile della sezione Musica, Nicola Saccomano – essere arrivati a questo dvd perché rappresenta quello che ogni singola biblioteca dovrebbe fare, ovvero aprirsi alla documentazione non solo scritta, ma anche orale”. Senza contare che il modello va proposto anche a “tutti quei privati – conclude Colle – che senza dubbio detengono nei loro archivi molti materiali inediti importantissimi e che hanno urgenza di essere digitalizzati prima che si perdano definitivamente”.