Domenica 6 dicembre al Giovanni da Udine dalle 9.30

Fine vita,
il Comune mette a confronto scienza, religione e società

Honsell: “Lo scopo è quello di ragionare con spirito plurale ascoltando tutti i punti di vista”

Le questioni del vivere e del morire, della salute e della malattia e le accresciute possibilità che la scienza, la medicina e la tecnologia offrono e che coinvolgono profondamente anche le esperienze delle diverse fedi religiose:

su questi temi è indispensabile avviare un confronto e un dibattito serio e approfondito che porti a sostenere scelte personali, etiche, scientifiche, politiche e legislative responsabili. Con questo spirito il Comune di Udine, in collaborazione con l’Associazione Per Eluana, ha organizzato un convegno su “Scienza, religione e società di fronte alla questione del fine vita” che si svolgerà domenica 6 dicembre Teatro Nuovo Giovanni da Udine. Lo hanno presentato il sindaco Furio Honsell, insieme all’assessore alla Cultura Luigi Reitani e all’assessore alla Qualità della città, Lorenzo Croattini, il dottor Amato De Monte e don Pierluigi Di Piazza, direttore del Centro Balducci di Zugliano.

“L’organizzazione di un dibattito di questo tipo era un debito di riflessione che avevamo nei confronti della città dopo il caso Eluana – ha sottolineato il sindaco Honsell – e abbiamo cercato di proporre in modo plurale, ma sereno, una riflessione sul tema del fine vita. Ci sono esponenti del mondo religioso, giuridico, medico, politico e culturale che con franchezza e coraggio affronteranno il tema della morte che troppo spesso nella nostra società viene rimosso e che invece è un momento critico sotto il profilo umano e sociale. Non c’è una tesi che vogliamo sostenere come amministrazione e tantomeno è un convegno sull’eutanasia – ha precisato il sindaco –, lo scopo è quello di ragionare con spirito plurale, ascoltando tutti i punti di vista, su temi, come quelli del fine vita e della morte, di cui i cittadini si devono riappropriare”.

Come considerare il rapporto fra le funzioni biologiche vitali e la qualità della vita costruita soprattutto dalle relazioni? In una società laica e pluralista è possibile una legislazione che contempli la diversità di scelta? Qual è il comportamento che una persona deve avere nei confronti di un proprio familiare quando si verificano situazioni estreme di malattia? E qual è il comportamento di medici, infermieri e strutture sanitarie? Quale contributo possono offrire le diverse fedi religiose? Sono soltanto alcune delle tante domande che i relatori del convegno – medici, magistrati, teologi e rappresentanti delle diverse fedi religiose provenienti da tutta Italia e dall’estero – si troveranno ad affrontare. “Sarà un momento di riflessione costruito sul dialogo – ha spiegato Reitani – in cui porsi domande e interrogativi, senza aver l’ambizione di dare risposte. Quattro gli spazi in cui si articolerà la giornata: il primo dedicato agli aspetti medico e scientifici, il secondo che vedrà messi a confronto gli approcci al tema di una giornalista e di un magistrato, il terzo in cui si svilupperà un dialogo fra i rappresentanti di sei religioni diverse e il quarto che porterà sul palco attori impegnati in uno spettacolo di forte impatto e coinvolgimento emotivo, perché l’arte può contribuire alla riflessione a volte più dello stesso ragionamento”. L’assessore Croattini ha ribadito l’importanza della scelta, sia per i credenti che per i laici. “La punta più alta della vita è la scelta. Udine è stata accusata di essere città della morte, ma in realtà è stata l’esatto opposto”.

Il dotto De Monte ha sottolineato l’importanza del tema, ricordando che “il concetto di morte naturale è stato del tutto sovvertito e che le modalità in cui si muore oggi sono del tutto diverse da quelle di 50 anni, visto che i progressi della medicina sono stati determinanti proprio in questi aspetti. La tematica dunque è trasversale e non sposa nessun topo di ideologia” ha concluso De Monte, sottolineando che nel convegno si parlerà anche di cure palliative e della loro importanza nell’accompagnamento ad una morte senza dolore. Don Di Piazza, infine, ha motivato la sua collaborazione all’organizzazione della giornata per la necessità di “favorire una riflessione pacata, liberandosi da atteggiamenti di integralismo, sia religioso che laicista (da non confondere con la laicità)”. “Penso che questo convegno sarà un evento di qualità etica, spirituale e scientifica – ha detto il direttore del Centro Balducci –. Non si tratta di rinunciare alle proprie posizione, ma di ascoltare quelle degli altri. Per questo è molto importante aver previsto anche un momento di ascolto e dialogo fra le diverse fedi religiose, in un incontro che non riguarderà questioni spiritualiste astratte”.

Il convegno si aprirà alle 9.30 con il benvenuto del sindaco Furio Honsell e i saluti delle autorità presenti. Parteciperà anche Beppino Englaro, che porterà una sua breve testimonianza prima dell’inizio dei lavori, che sono stati suddivisi in tre sessioni, dedicate ai punti di vista della scienza, della religione e del diritto, in rapporto alla questione del fine vita. Alle 10 partirà la prima sessione, dedicata alla scienza medica di fronte alla questione del “fine vita”. Ne discuteranno Gian Domenico Borasio, direttore del centro di Cure palliative della Ludwig Maximilian Universität di Monaco di Baviera e Carlo De Fanti, professore emerito di Neurologia, moderati dal dottor Amato De Monte. La seconda sessione di lavori comincerà alle 11.40 e affronterà il tema dell’etica e del diritto di fronte alla questione del “fine vita”. Moderati dal Luigi Reitani, assessore alla Cultura del Comune di Udine, parleranno Gabriella Caramore, giornalista Rai, curatrice del programma Uomini e profeti e Sergio Fucci, magistrato, già consigliere in corte di Appello.

Nel pomeriggio i lavori riprenderanno alle 15 con il tema della religione di fronte alla questione del “fine vita”. A colloquio ci saranno Rinaldo Fabris, teologo del seminario arcivescovile di Udine, Cristina Arcidiacono, pastora della Chiesa Evangelica Battista di Cagliari, Svamini Hamsananda Giri, monaca induista, Sergio Ujcich Ahmad, portavoce del Centro Islamico di Trieste, Migna Rimpoce, maestro buddista e Itzamak David Margalit, rabbino capo della comunità ebraica di Trieste e del Friuli Venezia Giulia. Il dibattito sarà moderato da don Pierluigi Di Piazza, fondatore e direttore del centro di accoglienza “Ernesto Balducci” di Zugliano.

La giornata si chiuderà alle 21 sempre al “Giovanni Da Udine” con lo spettacolo teatrale “Tanti saluti”, un progetto di teatro civile clownesco di Giuliana Musso con Beatrice Schiros, Gianluigi Meggiorin, Giuliana Musso. La direzione clown è di Maril van den Broek, la ricerca, la drammaturgia di Giuliana Musso e la regia di Massimo Somaglino



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