Il sindaco ha chiesto agli uffici di valutare la possibilità
di una diffida a Trenitalia dal mantenere in città i treni merci

Ferrovia, ipotesi ordinanza
per deviare i treni merci

Il primo cittadino ha incontrato la cittadina Sara Perdon, tra i
componenti del comitato che chiede l’utilizzo del passante ferroviario

“Ho dato mandato al comandante della polizia locale di valutare la possibilità di predisporre un’ordinanza per diffidare Trenitalia dal mantenere il passaggio dei treni merci in città”. Il sindaco di Udine Furio Honsell spiega così l’ipotesi sulla quale sta lavorando l’amministrazione comunale per indurre Trenitalia a dirottare i convogli merci sulla tratta interrata di San Gottardo e risolvere finalmente un problema che si trascina da anni e che in questi giorni sta mobilitando l’opinione pubblica cittadina. Proprio oggi 9 novembre, nell’ambito di un incontro a cui hanno partecipato anche gli assessori Lorenzo Croattini, Enrico Pizza e Mariagrazia Santoro, il sindaco Honsell ha affrontato la questione con la cittadina Sara Perdon, componente del comitato che in meno di una settimana ha già raccolto oltre un migliaio di firme per chiedere l’utilizzo del passante ferroviario già predisposto.

Un’iniziativa promossa da subito dal consigliere comunale Matteo Mansi di Rifondazione Comunista e sostenuta anche da Mario Canciani di Innovare e Claudio Galluzzo del Pd. “Ho chiesto al nostro dirigente di studiare una misura sindacale che diffidi Trenitalia dal far passare i treni merci in città – sottolinea Honsell –. Un’azione che deriva da motivi di sicurezza e salute e in particolare da presupposti di rischio reale. Tra questi c’è il rischio che si verifichino incidenti rilevanti e drammatici: non bisogna dimenticare ad esempio che il treno che ha provocato il disastro di Viareggio era passato da Udine. A ciò si aggiungono il peggioramento della qualità dell’aria a causa delle polveri sottili e l’inquinamento acustico. Per quanto riguarda quest’ultima fonte di rischio le barriere acustiche non rappresentano poi una soluzione accettabile per motivi di impatto ambientale”.

L’intenzione del Comune è quindi quella di persuadere Trenitalia a utilizzare pienamente un’infrastruttura già predisposta, ma senza creare problemi e disagi ai passeggeri. “Non intendiamo più dare tregua a Trenitalia su questo tema dal momento che la soluzione è a portata di mano perché la viabilità ferroviaria alternativa esiste e non si capisce per quale motivo non venga utilizzata – afferma il primo cittadino –. Come ho già detto trovo paradossale – prosegue – che si voglia continuare a far passare il treni dentro la città invece di usare un passante già esistente e che risolverebbe tutti i problemi. Oltre a provocare un danno ai cittadini e alla città, tagliata in due e penalizzata nell’accesso alla zona est, questa situazione si configura come uno spreco di denaro pubblico”. Il sindaco Honsell e il comitato di cittadini chiederanno inoltre al prefetto di Udine di convocare un tavolo di lavoro congiunto del quale, oltre al Comune e ai rappresentanti del comitato, dovrebbero far parte anche la Regione e Trenitalia. “È una battaglia di civiltà che richiede un’unione di intenti – commenta Honsell –. Per questo sono lieto di apprendere, dalle parole dell’assessore Riccardi, che la Regione è al nostro fianco”.

Nel frattempo prosegue la raccolta di firme da parte del comitato, che chiede in particolare l’eliminazione dei passaggi a livello di via Cividale, via Buttrio, via del Bon e viale Vat, la deviazione immediata dei treni merci sulla tratta esterna e la trasformazione in pista ciclabile della linea ferroviaria eliminata. Come si legge nel testo della petizione ogni settimana la città è tagliata in due da “oltre 350 treni passeggeri e merci”, con grave disagio per i cittadini che risiedono a pochi metri dai binari. “Da cittadina – sottolinea Perdon – spero che tutte le forze politiche, indipendentemente dal colore, si alleino per rappresentare al meglio le istanze dei cittadini. Istanze che sono state disattese per decenni nonostante i miliardi di lire spesi a suo tempo”.