Il Comune partecipa al bando per ottenere 1 milione e mezzo

Ex macello,
via libera al progetto per chiedere il finanziamento europeo

I fondi serviranno a restaurare anche le due palazzine d’ingresso

Mancano soldi per completare la ristrutturazione dell’ex macello, il cui progetto definitivo è appena stato approvato dalla giunta, e l’amministrazione comunale prova a trovarli partecipando a un bando europeo.

La delibera è stata approvata dalla giunta straordinaria, convocata appositamente venerdì 20 novembre, e che ha dato il via libera al progetto che prevede il recupero e valorizzazione dell’area urbana dimessa e in particolare della riqualificazione, tramite restauro e allestimento, delle due palazzine d’ingresso dell’ex macello e la creazione di un punto di accesso alla città capace di promuovere conoscenza, cultura, inclusività e coesione sociale.

Lo studio di fattibilità delle due palazzine prevede una spesa di un milione e mezzo di euro. Le due palazzine saranno la sede delle associazioni comunali e un luogo specificatamente dedicato alla consultazione e all’implementazione on-line di archivi e documentazione relativi alla storia socio-economica e del patrimonio archeoindustriale urbano e regionale. Il finanziamento richiesto è pari a un milione 654 mila euro, dei quali 380.604 del Comune di Udine e un milione 274 mila euro mediante contributo regionale sul “Bando per la valorizzazione dei siti di archeologia industriale nel Friuli Venezia Giulia”, nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013.

Le due palazzine si trovano all’ingresso dell’area macello su via Sabbadini. La palazzina degli uffici amministrativi (669,96 metri quadri più 75,12 mq di portico), è un corpo a pianta rettangolare di cinque piani, di cui uno parzialmente interrato. L’edifico ha due ingressi, uno su via Sabbadini e l’altro sulla tettoia d’ingresso. La facciata fronte strada è caratterizzata da una torretta. Il seminterrato conteneva i magazzini e l’archivio; il piano terra ospitava lo studio del veterinario direttore, il laboratorio batteriologico, il museo di anatomia patologica e gli uffici di direzione; il primo ed il secondo piano erano adibiti ad abitazione del direttore, il terzo piano non aveva destinazioni specifiche.

A fianco alla palazzina degli uffici amministrativi sorge la portineria (414,67 metri quadri), un edificio di quattro piani, di cui uno interrato, utilizzato come spogliatoio e magazzino impianti. Si accede da tre ingressi: uno sul cortiletto su via Sabbadini, uno sul portico d’ingresso, il terzo che dà sul cortile di presentazione. Il piano terra ospitava la portineria e gli uffici della contabilità, della pesatura e del sorvegliante. Il primo piano ospitava l’alloggio per il custode, il secondo piano non aveva destinazioni specifiche. A fianco della portineria c’è un cortile chiuso da quattro cancelli, parzialmente coperto da una tettoia, decorata mediante l’uso di diversi materiali, dove si svolgeva la bollatura e pesatura degli animali. Le due palazzine su via Sabbadini sono rimaste immutate rispetto all’aspetto originario.