Palazzo D’Aronco aderisce
al progetto europeo CEC5

Ex macello, fondi europei
per finanziare un “tetto” tecnologico

Grazie a un contributo di circa 455 mila euro sarà realizzata una copertura trasparente
a “vetro fotovoltaico”, che collegherà fisicamente due degli edifici del complesso

Il Comune di Udine ha scelto l’ex macello per partecipare al progetto europeo “CEC5-Demonstration of energy efficiency and utilisation of renewable energy sources through public buildings”, un’iniziativa che porterà nelle casse comunali un contributo complessivo di quasi mezzo milione di euro, da destinare in gran parte alla realizzazione di un’avveneristica copertura del complesso di via Sabbadini. L’ex macello, un’area di oltre 18 mila metri quadrati che l’amministrazione comunale punta a recuperare per garantire spazi all’attività giovanile e culturale cittadina, diventerà così anche una vera e propria vetrina delle soluzioni tecnologiche più innovative nel campo del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili.

Grazie al contributo europeo all’interno del complesso di via Sabbadini sarà realizzata una particolare copertura trasparente a “vetro fotovoltaico” che collegherà fisicamente due degli edifici del complesso lasciando filtrare la luce e, al tempo stesso, immagazzinando energia. “Una soluzione all’avanguardia – sottolinea l’assessore alla Gestione urbana Gianna Malisani – che non solo assicurerà una gestione ottimale dei consumi, ma farà anche da vetrina ai più innovativi impianti energetici sostenibili”. L’ex macello diventerà quindi, al pari di altre sette strutture selezionate in altrettanti Paesi europei, un edificio dimostrativo sia per i singoli cittadini sia per le categorie professionali, come ingegneri, architetti e costruttori edili.

Il progetto CEC5, che nei giorni scorsi ha registrato l’adesione del capoluogo friulano, prevede un finanziamento europeo di oltre 4,5 milioni di euro nell’ambito del programma europeo “Central Europe 2007-2013”. La quota destinata al Comune di Udine ammonta a circa 455 mila euro. Di questi circa 300 mila euro saranno dirottati sull’ex macello, mentre la parte rimanente sarà utilizzata per lo sviluppo di un percorso che dovrebbe portare alla definizione di un sistema di certificazione energetica degli edifici omogeneo in ambito europeo.

Insieme al capoluogo friulano partecipano 12 enti di otto Paesi europei (Austria, Germania, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria), con l’Agenzia per lo sviluppo regionale del Voralberg quale soggetto capofila. Proprio per formalizzare la sua adesione all’iniziativa, alla fine di gennaio nella città di Ludwigsburg, in Germania, il Comune di Udine ha partecipato, con una delegazione guidata dal dirigente del servizio Appalti Marco Padrini, all’incontro di tutti i partner del progetto. A gennaio 2013 toccherà proprio al capoluogo friulano ospitare un meeting di tutti i soggetti aderenti.



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