Lo studio è stato redatto dall’università di Udine

Ex Frigo, la giunta approva
lo studio di fattibilità

Via al percorso del Museo Friulano di Storia Naturale
e della Scienza verso la nuova sede

La Giunta comunale ha approvato lo studio di fattibilità per il recupero dell’ex Frigorifero di via Sabbadini come sede del Museo Friulano di storia naturale e della Scienza. Lo studio, redatto dal dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dall’università di Udine, si compone di quattro documenti, una relazione generale, una storica, un progetto culturale e gli elaborati grafici. Nel corposo e articolato documento di circa duecento pagine sono illustrate tutte le indicazioni per la conservazione dell’ex Frigorifero e il suo adattamento al nuovo uso: sono previsti spazi di accoglienza, bookshop, sale per esposizioni permanenti e mostre temporanee, laboratori didattici, biblioteca, mediateca e depositi, uffici, sale riunioni, conferenze e convegni oltre ad altri spazi d’uso anche sulle coperture. È prevista inoltre la ristrutturazione dell’ex granaio e la costruzione di un elemento di collegamento fra i due edifici.

“L’approvazione dello studio di fattibilità è un passaggio importante – sottolinea il sindaco Furio Honsell – Dare una sede a questo museo e creare uno spazio per la divulgazione scientifica era una richiesta molto forte da parte dei cittadini che la mia amministrazione è lieta di aver fatto propria. Citando Giulio Cesare possiamo dire che per quanto riguarda il museo friulano di storia naturale, “il dado è tratto”. Una presenza storica nel capoluogo friulano quella del museo, visto che è stato fondato nel 1866 e nei suoi primi 146 anni di vita ha raccolto un notevole patrimonio scientifico-naturalsitico che gli ha permesso di affermarsi a livello nazionale e di instaurare numerose collaborazioni con altri musei e università italiane e straniere.

“Lo studio di fattibilità – sottolinea l’assessore alla Gestione urbana, Gianna Malisani – è servito ad ottenere un parere sull’assetto finale dell’intera area da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggisti del Friuli Venezia Giulia. Il parere comprende restauri, conservazioni e demolizioni dei manufatti esistenti dell’area ed è utile per comprendete l’assetto finale dell’intero complesso museale”. Il primo passo sarà la ristrutturazione del primo lotto, ovvero il recupero dell’ex Frigorifero. L’edificio ha una superficie coperta di 1.737 metri quadrati ed una superficie utile di circa 3.400 metri quadrati a cui si aggiungono 1.400 metri quadri di coperture piane praticabili. Il volume complessivo è di circa 23.100 metri cubi. La pianta si presenta divisa in tre zone che si dispongono parallelamente al prospetto principale. Il granaio invece ha una superficie coperta di 1.193 metri quadri e un volume di 11.930 metri cubi, mentre la superficie utile fra piano terra e primo piano è stimata in circa 2.300 metri quadri.

“È l’inizio di un percorso decisivo – sottolinea anche l’assessore alla Cultura, Luigi Reitani -, che porterà al definitivo completamento della nostra rete museale, rispondendo alle legittime attese dei cittadini”. L’ipotesi prevista nel progetto culturale prevede tre percorsi principali, collegati fra di loro ma visitabili anche in maniera indipendente: “Un viaggio nel territorio”, “Un viaggio nella vita (o nel tempo)”, “Un viaggio nell’uomo”. Accanto ad essi, ci saranno alcune sezioni specifiche dedicate alle radici del museo e le tradizioni naturalistiche friulane, un settore hands-on su scienza e tecnologia, un’area giochi scientifico-naturalistica per i più piccoli, un settore all’aperto. Questi percorsi dovranno essere integrati fra di loro ma allo stesso tempo costituire unità a sé che permettano la fruizione del museo anche in più giornate. Le attività espositive saranno ospitate su 5.700 metri quadri, ai quali si aggiungeranno circa altri 300 per il settore hands-on (Science center). Il gruppo di lavoro interno al Comune che ha realizzato il documento ritiene che il museo possa contare su un bacino minimo di 20 mila visitatori all’anno, di cui circa la metà scolaresche. Numeri che possono ovviamente variare in funzione delle mostre temporanee allestite o di altri eventi ad hoc realizzati negli spazi espostivi.

Oltre alla superficie espositiva, lo studio prevede di riservare spazi pari a circa 300 metri quadrati per i cinque laboratori previsti di Geopaleontologia, Mineralogia e Petrografia, Paletno-antropologia, Botanica, Zoologia vertebrati e Zoologia invertebrati. Inoltre su 1.500 metri quadri troveranno spazio i depositi che comprendono in 100 armadi e 300 casse di plastica che contengono i reperti di geopaleontologia, mineralogia e petrografia, 30 armadi e 150 casse di plastica di reperti di paletno-antropologia, 55 armadi per la sezione botanica, mentre la parte che custodisce le testimonianze di zoologia vertebrati e invertebrati è ospitata rispettivamente in 106 arredi, tra armadi e vetrine di varie dimensioni (70 per animali in pelle e naturalizzati perlopiù uccelli e mammiferi e 36 per le collezioni alcool soprattutto pesci, anfibi e rettili) e in 17 armadi (collezione malacologia terrestre e marina oltre a poriferi, crostacei e celenterati), scatole entomologiche di vario formato risposte su 10 scaffalature, vasi di vetri contenuto in cinque armadi (vari gruppi di invertebrati soprattutto antropodi).