Mercoledì 9 ottobre alle 17.30 nell’ambito della mostra sull’artista sudafricana Bridget Baker

Eritrea ed Etiopia, storie
di esplorazioni a Casa Cavazzini

La conferenza ripercorrerà alcune tematiche dell’esposizione
sulla storia coloniale in Eritrea durante il regime fascista

“Eritrea e Etiopia. Storie di esplorazioni e colonialismi”. È questo il titolo dell’incontro in programma mercoledì 9 ottobre alle 17.30 nella sala conferenze di casa Cavazzini nell’ambito della mostra “The Remains of the Father – Fragments of a Trilogy (Transhumance)” dedicata all’artista sudafricana Bridget Baker. La conferenza ripercorrerà alcune tematiche dell’esposizione e dell’omonimo video di Bridget Bakersulla storia coloniale in Eritrea durante il regime fascista, approfondendo in particolare le esplorazioni che illustri italiani realizzarono in Africa e soprattutto il ruolo che alcuni funzionari coloniali ebbero nella conoscenza dell’Africa Orientale. Relatori dell’incontro saranno Gianni Dore, etnologo dell’Africa e docente dell’università degli studi di Venezia, e Marco Biscione, etnologo e direttore dei Civici Musei del Comune di Udine.

Il lavoro esposto a Casa Cavazzini, curato da Elisa Del Prete e visitabile fino al 13 ottobre, si ispira alla storia di Giovanni Ellero e della moglie Pia Maria Pezzoli, vissuti in Africa Orientale Italiana quando Ellero vi fu chiamato a ricoprire il ruolo di funzionario presso il Ministero dell’Africa Italiana tra il 1936 e il 1941. Di origini friulane, era nato a Tricesimo nel 1910, Ellero prestò servizio presso diverse Residenze e Commissariati. L’eccezionalità del lavoro che vi svolse risiede, accanto alla sua degna attività diplomatica, nella ricerca che, in modo autonomo e col supporto quotidiano della moglie, scelse di perseguire e documentare ogni giorno in loco a stretto contatto con le popolazioni locali. Consapevole che per meglio amministrare è necessario conoscere, si adoperò per apprendere il tigrino e l’amarico, studiò usanze, legislazioni, abitudini familiari, documentò spostamenti e geografie, raccolse sigilli, discendenze e proverbi. Questa intensa opera di ricerca e raccolta diviene oggi non solo importante materiale storico-etnografico per gli studiosi africanisti, ma fonte primaria per la nostra memoria coloniale.

Nel corso dell’incontro l’etnologo Giovanni Dore prenderà spunto dall’archivio personale di Giovanni Battista Ellero per sintetizzare la situazione coloniale in Etiopia ed Eritrea, facendo emergere la personalità singolare di Giovanni Battista Ellero e la sua passione conoscitiva. Passione che passa attraverso la consapevolezza dell’importanza dello strumento linguistico: Ellero ci lascia numerosi quaderni di esercizi sull’alfabeto etiopico, con annotazioni sulle norme di trascrizione, la traduzione dei significati dei toponimi e dei proverbi e, in questa fase di studio, Ellero rivolge la sua attenzione anche alle tradizioni orali, importantissime per popoli che mancano di documenti veri e propri.