Lo scoprimento è in programma domani 10 ottobre alle 12.30
all’ingresso dell’area verde “Portatrici carniche”

Donazioni, una targa
per ricordare Francesco Lazari

Grazie a una donazione della figlia, Maurizia Lazari, in memoria del padre, il Comune
ha realizzato l’ingresso al parco ricavato all’interno di una recente lottizzazione

Un dirigente d’azienda che ha contribuito alla crescita del commercio nell’ambito udinese, ma anche un fine collezionista d’arte moderna e proprio per le sue competenze in campo artistico già consigliere della Gamud. Con lo scoprimento di una targa a lui dedicata, giovedì 10 ottobre alle 12.30, all’ingresso dell’area verde “Portatrici carniche”, in via Monte Arvenis, il Comune di Udine renderà omaggio alla figura del cavaliere del lavoro Francesco Lazari, in memoria del quale la figlia Maurizia ha donato alla città lo spazio di accesso al piccolo parco. “Ringrazio la famiglia Lazari – sottolinea il sindaco di Udine, Furio Honsell, che sarà presente alla cerimonia di domani – per la generosità e la sensibilità che ha dimostrato con questo gesto in memoria del cavaliere Francesco Lazari”. La donazione ha permesso all’amministrazione comunale di realizzare l’accesso all’area verde di via Monte Arvenis, una superficie ricavata all’interno di una recente lottizzazione residenziale in via Montegrappa. A cedere gratuitamente l’area, una superficie di circa 1.700 metri quadrati, al Comune è stata la figlia, Maurizia Lazari in Grossman, residente a Washington DC, che già nel 2006 aveva donato all’università di Udine un fondo librario di 750 volumi appartenuto al padre.

Il nome di Francesco Lazari (1920-1983) è noto in ambito udinese per la sua solida cultura e per la passione artistica autentica, che lo portò a raccogliere nel corso della sua vita una collezione di dipinti e di sculture di grande pregio. Mirko e Afro Basaldella, Giuseppe Capogrossi, Ottone Rosai, Emilio Vedova, Ardengo Soffici, Giuseppe Cesetti: sono solo alcuni degli artisti rappresentati nella preziosa raccolta di Lazari, che contava un centinaio di opere. Proprio grazie a Lazari le collezioni di casa Cavazzini si arricchirono del dipinto intitolato “Angelica” realizzato da Afro Basaldella nel 1964 e oggi esposto nel percorso permanente del museo. Gli interessi di Lazari spaziavano dal panorama nazionale a quello locale e riguardavano pittori e scultori che operavano sia nel contesto dell’arte figurativa sia di quella astratta, con una particolare predilezione per le suggestioni emotive che un’opera d’arte sapeva trasmettere. Le sue passioni e i suoi gusti artistici sono oggi testimoniati dal ricchissimo archivio documentario e fotografico a lui appartenuto, recentemente donato dai suoi eredi ai Civici Musei e consultabile nella biblioteca d’arte in castello.