Disco verde dalla Regione
al progetto “SuperAgenda 21”

Dopo l’accordo formale dello scorso 30 gennaio, il “Patto per un sistema urbano udinese sostenibile” si prepara a diventare realtà. La Regione ha deciso infatti di concedere un contributo di 93.450 euro a “Suuperagenda”, il progetto di Agenda 21 sovracomunale che raccoglie le amministrazioni di Udine, Campoformido, Martignacco, Pozzuolo del Friuli, Tavagnacco, Tricesimo, Pasian di Prato, Pagnacco, Povoletto. I nove Comuni aderenti, che rappresentano una popolazione di oltre 160 mila persone e una superficie di 240 chilometri quadrati, si impegneranno a portare avanti un programma di iniziative volte allo sviluppo sostenibile e armonico del contesto sovracomunale, integrando l’ambito ambientale, culturale e storico, e non ultimo la valorizzazione delle produzioni locali. Un impegno assunto già lo scorso 30 gennaio con la firma in Castello a Udine del “Patto per un sistema urbano udinese sostenibile”.

“Con questo progetto – sottolinea l’assessore alla Pianificazione Territoriale Mariagrazia Santoro – poniamo le basi per un’Agenda 21 di nuova generazione, capace di confrontarsi e dialogare con un contesto allargato all’intero hinterland udinese. Un obiettivo, questo, che rientra anche nel programma elettorale del sindaco”. Il progetto “Suuperagenda”, sostenuto anche dalla Provincia di Udine, dall’ARLeF, dalla Coldiretti Provincia di Udine, dalla Cia Provincia di Udine e dalla Confagricoltura Provincia di Udine, coinvolgerà l’intero territorio e le scuole dei nove Comuni aderenti.

Il progetto, elaborato dall’ufficio Agenda 21 (Dipartimento Affari Generali del Comune di Udine) e coordinato dall’assessore Santoro, riunisce non soltanto gli obiettivi, ma anche le conoscenze e le azioni concrete delle singole amministrazioni, nell’ottica di un servizio al sistema a rete, composto da infrastrutture ecologiche, agricoltura diffusa, turismo lento, valori culturali, tipicità locali e realtà economiche virtuose, nel quale la rete della mobilità sostenibile possa fungere da struttura portante. Si tratta infatti di un potenziale “laboratorio” per la sperimentazione di possibili nuove forme di governo del territorio, basato sulla complementarietà tra verde urbano e agrario, sulla fruizione di servizi ricreativi, sul miglioramento chimico-fisico dei parametri ambientali, sul mantenimento della biodiversità, dell’identità culturale e la percezione dell’ambiente e degli elementi più significativi del nostro territorio.

Obiettivo generale è quello di cercare di coniugare la duplice esigenza di costruire una mobilità sostenibile “a rete” per il territorio di pertinenza, e di risolvere localmente l’integrazione dei percorsi ciclabili urbani con i caratteri e le problematiche dei singoli Comuni, in un quadro di promozione di un processo di attenzione e di coinvolgimento che si estende al potenziamento della struttura ambientale del territorio in termini di naturalità, cultura, paesaggio ed economia, per tutelare e qualificare il contesto all’interno del quale le aziende agricole operano, fornendo altresì strumenti per una loro progressiva integrazione e messa a sistema secondo la logica del “network ambientale”.



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