Alla cerimonia presenti Honsell, Corrias, Franzil e Vuga

Consegnati due nuovi alloggi in favore
delle fasce deboli della popolazione

La ristrutturazione, realizzata dall’Ater con fondi del Comune di Udine,
rientra nel progetto “Una casa c’è, accoglienza è integrazione”

Sono state consegnate mercoledì 4 agosto, alla presenza del sindaco di Udine, Furio Honsell, degli assessori ai Servizi Sociali, Antonio Corrias, e ai Diritti di cittadinanza, Kristian Franzi e del presidente dell’Ater di Udine, Attilio Vuga, le chiavi delle due unità abitative del Comune recentemente ristrutturate dall’Ater in base al protocollo d’intesa stilato tra palazzo D’Aronco e l’ente per l’edilizia  residenziale.

I due appartamenti, dei 430 alloggi complessivamente di proprietà comunale, di cui 60 dedicati all’edilizia assistenziale, si trovano in via della Resistenza 20 e 35 e sono stati completamente ristrutturati e arredati. Chiara già anche la loro destinazione. I due appartamenti saranno infatti utilizzati come alloggi assistenziali a favore della popolazione residente in situazioni di disagio abitativo temporaneo come le donne immigrate sole o con figli minori.

“In questo contesto – ha commentato Corrias – si è reso necessario attivare una serie d’interventi che, oltre all’accoglienza, favorissero il reinserimento sociale, promuovendo il lavoro di rete finalizzato a un intervento unitario rivolto a questa particolare categoria di utenza che, a causa di condizionamenti socio-culturali, denota una notevole difficoltà a gestirsi in modo autonomo”.

Nell’ambito delle politiche abitative, infatti, è emersa con forza la scarsa autonomia delle donne straniere recentemente immigrate, che, in mancanza di un marito o un compagno, non si dimostrano in grado di affrontare problematiche particolarmente complesse come può essere il reperimento di una sistemazione. L’accoglimento di questa domanda di bisogno rappresenta, per la realtà udinese, un carattere innovativo in quanto offre una risposta concreta a questa particolare fragilità sociale proponendo alle donne una opportunità di mettersi in gioco recuperando la propria autonomia.

L’intervento di ristrutturazione è stato reso possibile grazie al progetto “una casa c’è – accoglienza è integrazione”, finanziato tramite il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Un progetto coordinato dalla Regione che ha visto coinvolti anche il Comune di Monfalcone, la Diocesi di Concordia (Pn) e l’Associazione Vicini di Casa Onlus di Udine che hanno presentato progetti similari. Un milione 156 mila euro l’onere finanziario complessivo, coperto per oltre 920 mila euro direttamente da un finanziamento statale tramite il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Il Comune di Udine, invece, ha messo a disposizione 140 mila euro per la ristrutturazione e messa a norma di due unità immobiliari di sua proprietà, per l’allestimento ed arredamento dei due alloggi a protezione sociale, per l’allacciamento delle utenze luce, gas e acqua e per l’attivazione di un servizio di gestione calore e manutenzione degli impianti idrico-sanitari. A questi si sono aggiunti circa 10 mila euro per l’arredamento e i costi di attivazione delle utenze.

“Con questo intervento – ha concluso Honsell –, cerchiamo di favorire le fasce più deboli della popolazione, nell’ottica di una sempre maggiore inclusione sociale dei nuovi cittadini”.