Domenica 17 novembre alle 11.30 il concerto a Casa Cavazzini. Dal 13 novembre le prenotazioni

Concerto aperitivo per la chiusura
della mostra su Afro e Sbisà

Ingresso gratuito, con prenotazione obbligatoria, per il concerto in cui si esibiranno
Teodora Tommasi al flauto, Carlo Tommasi al pianoforte e Agostino Tommasi voce recitante

Dopo aver prorogato la chiusura, la mostra “Afro Basaldella e Carlo Sbisà, l’elegia del quotidiano” chiude in bellezza con un concerto aperitivo gratuito offerto a tutti i presenti. “Note d’arte”, questo il titolo della mattinata, proporrà a Casa Cavazzini, domenica 17 novembre alle 11.30, un intenso programma musicale per flauto dolce e pianoforte.Ad accogliere gli ultimi visitatori, che potranno godere anche di una visita guidata dalla conservatrice del nuovo museo d’arte moderna e contemporanea, Vania Gransinigh, saranno la flautista Teodora Tommasi, Carlo Tommasi al pianoforte e Agostino Tommasi in veste di presentatore e voce recitante.

La partecipazione al concerto, come ricordato, è gratuita previa tuttavia prenotazione da effettuarsi a partire da l 13 novembre, al museo di via Cavour telefonando al numero 0432 414772. In programma, prima della visita guidata, musiche di Haendel, van Eyck, Telemann, Krähmer e C. Tommasi.

L’idea dell’esposizione, lo ricordiamo, è nata nel 2012 quando Mirella Schott Sbisà, vedova del pittore triestino Carlo Sbisà (Trieste, 1899-1964), decise di donare al Museo di Arte Moderna e Contemporanea, i due grandi cartoni preparatori per gli affreschi che il marito aveva realizzato nel 1937 nella galleria Protti di Trieste, su commissione della direzione delle Assicurazioni Generali. I due enormi disegni a carboncino e gessetto bianco raffiguranti Il lavoro costruttivo e Dopolavoro e ricreazione, erano stati portati a compimento da Carlo Sbisà in funzione propedeutica al trasferimento sul muro delle due composizioni tuttora esistenti in loco.

I due cartoni, perfettamente conservati, rappresentano una testimonianza importante nella produzione di Sbisà. Si è così deciso di valorizzare questa donazione trasformandola in un’occasione di ricerca e di studio che consentisse di riportare la figura del loro artefice nella sua corretta dimensione critica, proprio in parallelo con la ricorrenza, nel 2014, del cinquantenario della morte. La presenza a Casa Cavazzini di uno dei più famosi cicli di decorazione murale portati a termine da Afro Basaldella (Udine, 1912 – Zurigo 1976) nel 1938, ha suggerito di estendere l’indagine anche alla personalità del pittore friulano la cui vicenda giovanile rimane legata al contesto della provincia udinese.

Il percorso espositivo che si articola su una novantina di opere, si conclude idealmente nell’appartamento padronale di Dante Cavazzini dove i visitatori potranno ammirare le tempere murali che Afro fu chiamato a realizzare nel 1938, sempre su richiesta di Ermes Midena, e che sono state restaurate in anni recenti.