Alla Galleria d’Arte Moderna di Udine

Con “Questo l’ho fatto io!” un anno
d’arte e di artisti contemporanei

Prosegue l’iniziativa voluta dalla Gamud in collaborazione con il Fai di Udine
e l’ateneo friulano con l’obiettivo di approfondire l’opera recente
di artisti dell’ultima generazione

Continua con una serie di mostre personali denominata “Questo l’ho fatto io” l’iniziativa della Galleria d’Arte Moderna di Udine promossa a inizio anno d’intesa con il FAI di Udine e con il Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali dell’Università di Udine, che attraverso incontri con diversi artisti ha suscitato un’ampia partecipazione di pubblico.

Con gli stessi artisti ora la Galleria d’Arte Moderna promuove a partire da questo mese una serie di esposizioni a scadenza mensile che proseguiranno fino a novembre 2010. Esposizioni dedicate all’approfondimento dell’opera recente degli artisti dell’ultima generazione rappresentati all’interno delle collezioni museali udinesi, e in particolare a Gian Carlo Venuto (maggio), Walter Bortolossi (giugno), Massimo Poldelmengo (luglio e agosto), Manuela Sedmach (settembre), Nata (ottobre), Graziano Negri (novembre). Un anno dunque tutto dedicato alla più stretta contemporaneità per il Museo udinese fondato due secoli or sono, per volontà di Antonio Marangoni, proprio come galleria d’arte contemporanea particolarmente attenta alla valorizzazione degli artisti attivi sul territorio. Le mostre come sempre saranno animate da visite guidate e conferenze.

Gian Carlo Venuto (Codroipo, 1951), docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, con opere che sviluppano il ciclo dei Cieli sopra Berlino e le ricerche sul colore puro e sulla luce, accanto al tema della “Foresta incantata”, accostando tecniche diverse, dall’affresco alla ceramica, al mosaico, all’incisione, all’encausto e alla serigrafia a formare sequenze e vere e proprie installazioni. Walter Bortolossi (Basilea, CH, 1961), docente all’ISA Sello di Udine, con una mostra intitolata “Perché dovunque” che presenta le sue ultimissime opere pittoriche con le quali l’artista esprime la sua visione e il suo giudizio sulla contemporaneità, manipolando le immagini del presente e del passato e i diversi linguaggi visivi in composizioni dove la figura e lo spazio architettonico si compenetrano. Massimo Poldelmengo (Pordenone, 1964) artista e fotografo, presenta le sue più recenti opere tridimensionali, quali le scale nel vuoto, e le sue ricerche formali su temi sacri tra cui il fonte battesimale e la custodia eucaristica della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Baragalla, a Reggio Emilia, su progetto dell’architetto Davide Raffin, in corso di realizzazione dopo un concorso nazionale. Manuela Sedmach (Trieste, 1953), con una sequenza di tele dalle rarefatte ricerche spaziali e luminose, evocative di luoghi ideali della memoria, stimolanti una percezione che si tramuta nello spettatore in una profonda riflessione intorno ai temi del tempo e dello spazio. Nata (Codroipo, 1955) si presenta con le sue tele a scansione ciclica con le quali esalta la vitalità del colore, cercando contemporaneamente un nuovo alfabeto di segni e figure, e alternando la pittura all’utilizzo di oggetti, stoffe, con l’impiego anche di supporti inusuali. Conclude in novembre il ciclo una personale di Graziano Negri (Azzahra, Libia, 1957), le cui fluide distese di colore dialogano ora con i fondi in alluminio, in una morbida simbiosi, tra bagliori di luce e accensioni di colori puri sotto il prevalere dei bianchi lucidi delle resine.