Seconda fase del progetto
“Ma dici a me?” Da venerdì 4 febbraio

Casting per giovani artisti,
si inaugura la mostra itinerante

Oltre 60 negozi, uffici pubblici e privati, musei, teatri e cinema
ospiteranno le opere di 77 artisti emersi da oltre un centinaio di colloqui

Un’invasione pacifica di arte e artisti in città, una mostra itinerante da visitare con mappa alla mano, un progetto che mette in comunicazione artisti, critici, operatori del settore, commercianti, semplici appassionati.

La seconda tappa del progetto “Ma dici a me?”, il progetto che spazia in tutti gli ambiti dell’arte (dalla pittura alla fotografia, dal fumetto all’illustrazione, dai graffiti alla video arte, fino alla scultura e alla grafica), porta in città “Non Ci Sono Che Io Qui”, una mostra diffusa nel centro storico della città di Udine ed ospitata in quelli che diventano per l’occasione “Esercizi Pubblici Arte Contemporanea”, ovvero attività commerciali e uffici pubblici e privati situati nel centro storico di Udine o dei suoi borghi. Alcune opere troveranno ospitalità in locali annessi a musei, teatri e cinema. Complessivamente 64 spazi per ospitare i 77 artisti emersi da oltre un centinaio di colloqui con il curatore Paolo Toffolutti.

La mostra resterà aperta dal 4 al 25 febbraio con gli orari della normale apertura di ciascuno spazio ospitante. Non ci sarà un’inaugurazione ufficiale, ma le opere saranno ospitate a partire dalle 18 di venerdì 4 febbraio. Ci saranno invece tre feste di inaugurazione dove si potranno incontrare gli artisti, tutti riconoscibili da particolari decorazioni sul volto, come facevano Majakovkij, Burljuk ed i loro compagni di viaggio delle avanguardie sovietiche negli anni ’20.  La prima festa nel bar Madrid di via Paolo Sarpi venerdì 4 febbraio a partire dalle 21, la seconda sabato 5 febbraio al Circolo Arci Cas’Aupa di via Val d’Aupa 2, e la terza domenica 6 febbraio al Circolo Arci No Fun di via Palmanova 42, sempre a partire dalle 21.

Sostenuto dai Comuni di Udine (Civici musei e Agenzia Giovani) e Buttrio (Assessorato alla Cultura e Villa di Toppo Florio) e dalla Regione (Assessorato alla Cultura) e ideato da Neo Associazione Culturale, con il contributo di diversi sponsor tecnici (Assicurazioni Generali, Lis Neris, Interna, Udinecard, Boscolo Design Partners, F.lli Molinaro), l’iniziativa prende il nome da una celebra battuta di Robert De Niro in “Taxi Driver” e l’immagine dall’alfabeto di gesti espressi dalle mani fotografate da Giulia Pittoni, vuole condurre artisti, critici, addetti ai lavori e pubblico interessato in un percorso che porterà a favorire e stimolare l’arte giovane creando contesti e attività di espressione per gli artisti emergenti, oltre che un proficuo scambio generazionale. Dopo la prima tappa del progetto “Non ci provare!”, caratterizzato dalla ricerca e dal contatto con i giovani artisti operanti sul territorio, l’iniziativa è giunto quindi alla prima fase espositiva.

“Non Ci Sono Che Io Qui” – su modello del “Deposito d’Arte Presente” proposto da Marcello Levi a Torino negli anni ’70 – vuol essere una sorta di “sala prove” offerta ai giovani artisti, dove poter verificare l’efficacia del proprio lavoro e misurarsi in forma guidata con il pubblico. “Si tratta di una mostra da visitare con mappa alla mano – sottolinea Kristian Franzil, assessore alle Politiche giovanili – , a sottolineare la bellezza di luoghi, la presenza sul territorio di soggetti culturalmente attivi, l’esistenza di interessi condivisi tra pubblico e privato”. Le mappe saranno reperibili in tutti gli spazi espositivi e nei punti info abituali della città. Ogni opera sarà accompagnata da un contributo critico.

Gli artisti gravitano tutti o hanno avuto contatti con Udine, anche se al momento possono trovarsi in Austria, a Venezia, Bologna, Roma: Bibi Agosto dall’Irlanda, Stefania Rota dall’India, Lara Trevisan da Parigi, Sara Busiol ed Erica Garbin da Milano, Giulia Iacolutti da New York e tanti dalla città e dal suo hinterland, Ce ne sono di giovanissimi, come Alberto Vidissoni che ha tredici anni e fotografa da cinque, per il quale è stata fatta una deroga al limite minimo d’età. Jigit Ekiz ad Udine è arrivato da Istanbul e ci è rimasto per completare gli studi. Elettra Arnel ha origini svedesi e con la Svezia conserva un forte legame. Mahmoud Alarawi è palestinese cresciuto nella striscia di Gaza. Molti conosceranno i gatti che Squon ha realizzato sui muri di tutto il Friuli e in giro per il mondo. Insomma, un interessante spaccato delle società multietniche e multiculturali dei nostri giorni.

Gli artisti hanno risposto numerosi. “Farsi vedere, farsi conoscere era ciò che da tempo andavano cercando. – evidenzia il curatore Paolo Toffolutti – Sapevamo che c’erano ma non sapevamo chi fossero. Abbiamo ribaltato la logica dei soliti nomi per favorire quella delle opere. La scelta non è mai stata guidata dalla volontà di esporre un certo artista, solo una certa opera che è parsa interessante e che diversamente non sarebbe stata vista.” Un’esperienza che darà modo ad alcuni di inserirsi nel circolo delle gallerie locali e non, e la presenza di artisti così eterogenei per ricerca, formazione e aspettative porterà con sé un pubblico nuovo per le arti visive. Dall’altra parte la curiosità è cresciuta e le 85 disponibilità attuali sono state raccolte in un solo mese di contatti. “Quando il progetto è partito – continua Toffolutti – alcuni hanno espresso il loro scetticismo e la convinzione che sarebbe stato molto difficile poter utilizzare gli spazi, che non ci sarebbe stata risposta da parte della città. In realtà abbiamo avuto continue richieste da parte dei commercianti, delle associazioni, delle attività private e pubbliche e, nelle nostre esplorazioni, abbiamo trovato solo porte spalancate.” Fra i più collaborativi, l’associazione Amici di via Mercatovecchio e il Circolo Rinascita, ma anche gli organi di informazione “La Vita Cattolica” e “Radio Onde Furlane”, partner del progetto, oltre ad ospitare alcune opere nelle loro redazioni. “Sarà difficile, dopo questa mostra, sostenere che l’arte contemporanea è un’esperienza di nicchia, che non c’è un pubblico, che in Friuli non ci sono gli artisti – conclude Toffolutti -. I luoghi comuni che circondano l’esperienza artistica sono smentiti dai fatti”.

Il casting “Non ci provare!” non si fermerà con questa mostra, ma continuerà in vista del concorso e della mostra finale, senza escludere di proporre una edizione bis di “Non ci sono che io qui”, nel caso in cui richieste dovessero continuare così numerose. Attualmente infatti già altri 20 spazi espositivi hanno dato la loro disponibilità ad ospitare le opere dei giovani artisti. Per informazioni www.spac.fvg.it – info@spac.fvg.it – 347.2713500.

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