La giunta ha deliberato la manifestazione
formale di interesse all’operazione

Castello di Udine, prosegue l’iter
del trasferimento al Comune

Il Comune si è impegnato a mantenere l’attuale destinazione d’uso dell’edificio
assicurando l’accessibilità e il perfetto stato di conservazione del salone del Parlamento Udine

Con la dichiarazione ufficiale di interesse approvata mercoledì 13 luglio dalla giunta comunale prosegue l’iter burocratico finalizzato all’acquisizione da parte del Comune del complesso del Castello.Dopo anni di richieste avanzate dall’amministrazione comunale, Udine si prepara così a entrare in possesso di uno degli edifici simbolo della sua storia, che nel corso dei secoli ospitò anche il Parlamento friulano. Così come richiesto dalla Regione, la giunta ha infatti deliberato ufficialmente l’interesse dell’amministrazione comunale ad acquisire “il compendio Castello di Udine con tutte le sue adiacenze e pertinenze”. Un passaggio formale, ma necessario, per la prosecuzione dell’iter per la definizione di una norma di attuazione statutaria che disciplini il trasferimento del bene. Nella manifestazione di interesse formale il Comune si impegna inoltre a mantenere l’attuale destinazione d’uso dell’edificio a sede di Museo e di Galleria d’arte, assicurando l’accessibilità e il perfetto stato di conservazione del salone centrale che fu aula del Parlamento friulano. Gli uffici dell’amministrazione comunale predisporranno anche una breve relazione di accompagnamento che andrà a completare il dossier già consegnato dal sindaco di Udine, Furio Honsell, al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la visita, l’anno scorso, del capo dello Stato in città. Il dossier verrà ora presentato alla commissione Paritetica, che il prossimo 26 luglio si riunirà negli uffici del ministro per i rapporti con le Regioni a Roma per discutere del trasferimento del bene al Comune. Un incontro a cui è stato invitato a partecipare anche Honsell. Il Castello, acquisito nel 1866 dal Regno d’Italia come bottino di guerra al termine della terza guerra di indipendenza, è stato al centro di numerose richieste formulate dall’amministrazione comunale, che dal 1971 a oggi ha dovuto pagare un canone allo Stato per l’utilizzo dell’edificio. Canone che dal 2005 a oggi era stato fissato in 108.144 euro annui.



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