Sabato 4 ottobre alle 17.30 l’inaugurazione
della mostra “Riccardo De Marchi. Alfabeto possibile”

Casa Cavazzini accoglie
l’arte di Riccardo De Marchi

L’esposizione, visitabile fino al 7 dicembre, accoglie una ventina di opere tra lavori
singoli e installazioni ripercorrendo l’intero percorso professionale di De Marchi

corriere dischi 07Casa Cavazzini rende omaggio all’arte di Riccardo De Marchi. Con l’inaugurazione in programma sabato 4 ottobre alle 17.30, nelle sale al pianoterra del museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine, apre i battenti la mostra “Riccardo De Marchi. Alfabeto possibile, un percorso dedicato alle opere dell’artista di origini friulane, ma che si muove e rintraccia i suoi punti di riferimento su un orizzonte internazionale. “Siamo molto contenti di dedicare questa mostra a un artista di fama internazionale quale Riccardo De Marchi – sottolinea l’assessore alla Cultura, Federico Pirone –. Compito di un museo come il nostro, infatti, è anche quello di promuovere e sostenere interpreti del mondo dell’arte non solo perché hanno origine da questo territorio, ma innanzitutto perché sono in grado di qualificarsi e distinguersi a livello italiano e internazionale.
Siamo molto soddisfatti che Riccardo De Marchi abbia quindi deciso di esporre le proprie opere in una sede museale come Casa Cavazzini. Una scelta – prosegue – che rappresenta per noi un ulteriore sprone a rendere sempre di più questo museo un centro vivo dedicato a promuovere gli artisti contemporanei di maggior livello in Italia e in Europa. Questo sarà il nostro impegno per i prossimi anni”.

L’esposizione accoglie una ventina di opere tra lavori singoli e installazioni eseguite per l’occasione e ripercorrendo così, attraverso alcuni snodi cruciali, l’intero percorso professionale di De Marchi, sviluppatosi in quasi trent’anni di attività. A dispiegarsi sotto gli occhi dei visitatori sarà un itinerario che, mettendo a confronto sperimentazioni del passato con la produzione più recente, racconterà di un cammino di ricerca coerente, volto a sondare, tra assenza e presenza di materia, le possibilità di un codice comunicativo costruito sulle tracce di un personalissimo modo di sentire e di essere nel mondo. Si tratti di lamiere metalliche, di blocchi di plexiglas o plastica, di pannelli truciolari, delle copertine di vecchi dischi anni Ottanta, De Marchi utilizza il materiale quale supporto delle sue interminabili narrazioni cifrate rese esplicite, sul supporto, dal procedere ordinato di fori praticati dalle punte di un trapano.

A partire dai suoi esordi, compiuti presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia con una mostra personale nel 1986, l’artista ha sviluppato un linguaggio espressivo coerente, tutto orchestrato sul rapporto tra il segno, la traccia e la presenza o assenza di materia. Dai primi dipinti carichi di colore denso e pastoso, colato sulla tela e reso ancor più materico dall’aggiunta di elementi estranei quali sabbia, cenere e colla, Riccardo De Marchi è approdato, nei primi anni Novanta, all’utilizzo di supporti rigidi specchianti od opachi sui quali egli interviene realizzando tracciati di fori che attraversano il supporto, lo incidono da parte a parte ponendo l’opera in diretto contatto con la terza dimensione. Ad essere evocate, inizialmente, sono forme archetipiche e simboliche. Solo in un secondo tempo le sagome lasciano il posto a tracciati rettilinei che si intersecano sulle superfici come le righe di una fitta scrittura. La fisicità accentuata dei primi lavori, vissuti, attraversati e calpestati quali pezzi di esistenza, si stempera progressivamente nei supporti in acciaio e plexiglas più leggeri, in cui il percorso dei buchi diventa semplicemente un modo per evocare i ritmi di un ricordo e le varie fasi della memoria. I tributi a Lucio Fontana e a Jackson Pollock sotto forma di lettera, costituiranno il fulcro dell’esposizione rappresentando il riconoscimento di un punto di partenza ideale, declinato e reinterpretato in forma del tutto personale.

Riccardo De Marchi che può contare al suo attivo la partecipazione a esposizioni collettive presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, la Biennale di Venezia, il Museo Fortuny e la Fondazione Peggy Guggenheim a Venezia, il MART a Rovereto ed esposizioni personali presso la Galleria Plurima a Udine, la Galleria d’Arte Niccoli a Parma, la Galleriaa A arte Studio Invernizzi a Milano. Nel 2011 il MACRO a Roma gli ha dedicato una rassegna personale. L’esposizione sarà visitabile a Casa Cavazzini dal 5 ottobre al 7 dicembre 2014 dal martedì alla domenica dalle 10.30 alle 17.