Lunedì 8 marzo una conferenza all'università e tre pellicole al Visionario

Calendidonna 2010:
il festival accende il grande schermo al Visionario

In programma la prima nazionale di “Shouting Silent”, l’intenso “Il colore della libertà – Goodbye Bafana”
e “U Carmen E-Khayelitsha” orso d’oro al Festival di Berlino nel 2006

calendidonna“Non c’è niente di più pericoloso di un essere umano defraudato della speranza. La gente del Sudafrica deve farsi carico da sola del cambiamento e deve verificarsi una reale corrispondenza tra la politica dei governanti e il pensiero e le attese dei cittadini”. Così Sindiwe Magona, una delle più importanti e note scrittrici dello stato simbolo dell’apartheid e ospite oggi, 7 marzo, dell’inaugurazione di Calendidonna 2010, la rassegna ideata dal Comune di Udine, realizzata da Cec, Core e Css e in programma nel capoluogo friulano fino a domani, giornata internazionale della festa della donna.

Il festival, dedicato dal 2004 ad oggi all’universo femminile quest’anno pone l’accento sul Sudafrica. L’apertura della VII edizione è stata segnata dalla presenza di tutte le protagoniste della manifestazione, intervenute al centro d’arti visive “Il Visionario”di Udine per l’inaugurazione della mostra fotografica “Volti positivi”, realizzata dalla fotografa e giornalista Silvia Amodio e aperta fino al 18 marzo. Un’occasione per portare l’attenzione su una tragedia, quella del virus dell’Hiv, che in Sudafrica, uccide ogni giorno più di mille persone. A fianco dell’artista milanese, ma da anni residente a Firenze, c’erano oltre a Sindiwe Magona anche la curatrice scientifica di Calendidonna 2010, Maria Antonietta Saracino, l’assessore comunale alla Cultura, Luigi Reitani, e la presidente della commissione Pari opportunità del Comune di Udine, Carmen Galdi. Nel pomeriggio, sempre al Visionario, la prima delle conferenze in programma alla presenza delle stesse protagoniste del festival, con la proiezione dell’intenso video “La marcia delle donne/The first Women’s March” e il dibattito pubblico sul “Sudafrica nella voce delle scrittrici”, al quale ha partecipato anche Natalia Molebatsi che ha letto alcune sue intense poesie. Nata a Tembisa, poetessa, scrittrice e giornalista freelance, Natalia è una delle esponenti più importanti della nuova poesia africana e partecipa in qualità di “spoken word artist” a festival in tutto il mondo. In serata, al teatro San Giorgio, la replica, proposta appositamente per Calendidonna, dell’applaudito spettacolo “The Syringa Tree”, prodotto dal Css Teatro stabile d’innovazione del Fvg per la regia di Rita Maffei, anche attrice in scena, e Larry Moss.


Domani, lunedì 8 marzo il festival si immergerà nel cinema con la proiezione di tre splendide pellicole proposte dal Cec al Visionario.

Ma ad aprire il programma di lunedì 8 marzo, sarà ancora una conferenza dal titolo “Incontro sul Sudafrica”, promossa dalla facoltà di Lettere dell’università di Udine e in calendario alle 10 nella sala convegni di palazzo Antonini. Al tavolo siederanno l’anglista Maria Antonietta Saracino, la scrittrice Sindiwe Magona e la fotografa Silvia Amodio. A seguire un altro intenso reading di poesie con la poetessa Natalia Molebatsi.

Il grande schermo, invece, si accenderà alle 18, al Visionario, per la prima proiezione della giornata, che come le altre è a ingresso libero. Nella sala Astra verrà proposto il film “Il colore della libertà – Goodbye Bafana”, produzione belga-sudafricana del 2007 a firma del regista Billie August e tratta dall’autobiografia “Nelson Mandela, da nemico a fratello” di James Gregory e Bob Graham. Ispirato a una vicenda vera, è la storia di James Gregory addetto alla censura delle lettere dei prigionieri nel carcere di Robben Island. James è un sudafricano bianco decisamente favorevole all’apartheid, ma l’incontro con il detenuto Nelson Mandela lo farà cambiare.

Alle 20 sarà la volta della prima nazionale in versione originale con sottotitoli in italiano di “Shouting Silent” (Sudafrica 2002), diretto dalle due registe sudafricane Renee Rosen e Xoliswa Sithole. La regista, Xoliswa Sithole che perse la madre a 14 anni a causa dell’Aids, intervista altre ragazze che come lei hanno perso i genitori a causa della stessa malattia. Questi incontri le offrono lo spunto per raccontare la sua personale esperienza e per ricordare il rapporto con la madre attraverso un’analisi intima e sentita. Un documento originale, unico, di una donna sulle donne.

A seguire (20.55 circa) l’ultimo film della giornata. Sarà, infatti, “U-Carmen E-Khayelitsha”, orso d’oro al Festival di Berlino nel 2006 a chiudere la VII edizione di Calendidonna. Ispirato all’opera musicale di Bizet, il film è firmato da Mark Dornford-May e viene proposto a Udine in lingua Xhosa con sottotitoli in italiano. Una Carmen incomparabile e senza eguali, tutta sudafricana. Ambientando la storia nella baraccopoli Khayelitsha, alla periferia di Città del Capo ai giorni nostri, il film raccontata l’eroina dell’opera composta da Bizet nel 1875, mescolando le musiche tradizionali di Carmen con i ritmi tradizionali sudafricani.

Per informazioni: PuntoInforma (04312/414717), CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia (0432/504765), CEC Centro Espressioni Cinematografiche (0432/299545)