Complessivamente è un’operazione che potrebbe
portare nelle casse comunali 3,5 milioni di euro

Aree dismesse, il Comune
punta ai fondi del piano nazionale

L’amministrazione comunale presenterà al Governo un dossier
di cui fanno parte la caserma Osoppo, l’ex frigo e l’ex macello

Caserma Osoppo, ex frigo ed ex macello. Questi tre interventi di recupero potrebbero essere finanziati dal Governo attraverso il decreto legge 22 giugno 2012 numero 83 relativo a “Misure urgenti per la crescita del Paese”. La giunta comunale ha approvato oggi 5 ottobre una delibera con la quale il Comune di Udine chiede di accedere ai fondi ministeriali dedicati alla riqualificazione di aree urbane con particolare riferimento a quelle degradate.

Il “Piano Nazionale delle Città”, predisposto dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per dar corso al decreto legge approvato a giugno di quest’anno dal Governo, si propone di valorizzare il tessuto urbano delle città italiane in particolare attraverso il recupero di aree dismesse con un’integrazione di investimenti pubblici e privati. “Ci è sembrata una bella opportunità in un momento di crisi come questo – sottolinea l’assessore alla Gestione urbana Gianna Malisani –, anche perché si inserisce perfettamente in un piano di interventi di recupero sui quali siamo già lavorando da tempo. Confidiamo che la nostra richiesta possa ottenere un risultato positivo”.

Il dossier predisposto dall’amministrazione comunale, che punta a ottenere complessivamente finanziamenti per 3,5 milioni di euro, è denominato “Le porte della città”, dal momento che include opere posizionate lungo l’asse est-ovest del territorio comunale. I tre interventi indicati dal Comune di Udine rispettano fedelmente i criteri fissati dal Governo per poter accedere al contributo. L’immediata cantierabilità è assicurata dal primo lotto dei lavori di ristrutturazione dell’ex macello, per il quale è già pronto il progetto esecutivo. Il criterio relativo alla capacità e modalità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati è già attuato attraverso gli interventi previsti per la caserma Osoppo, che nei mesi scorsi è stata anche al centro di un bando per raccogliere proposte e manifestazioni di interesse da parte di investitori privati. La stessa ex area militare, nel cui ambito è prevista la destinazione di una quota al social housing, garantirà il requisito della riduzione di fenomeni di tensione abitativa, di marginalizzazione e degrado sociale. Tutti e tre le opere, inoltre, rispettano il criterio relativo al miglioramento della qualità urbana, del tessuto sociale e ambientale e del contenimento di nuovo suolo non edificato.