La decisione presa dalla giunta comunale

Anche Amga nella conferenza
interna dei servizi del Comune

Santoro: “Un ulteriore passo per ridurre i tempi di approvazione
dei piani particolareggiati a vantaggio dei cittadini”

Ai componenti della “conferenza interna dei servizi” del Comune di Udine, creata per l’istruttoria dei piani particolareggiati, da ora si aggiunge anche l’Amga. Che tradotto in termini concreti per il cittadino, significa che d’ora in poi ci vorrà ancora meno tempo per poter ottenere le necessarie autorizzazioni alle richieste progettuali di iniziativa privata.

La giunta comunale, su proposta dell’assessore alla Pianificazione Territoriale e Agenda21, Mariagrazia Santoro, ha infatti approvato la delibera che fa rientrare l’Amga come componente fisso della conferenza di servizi istituita nel 2008 all’interno del Comune di Udine.

“Fino al 2008 – spiega Santoro – c’era bisogno di ottenere, per istruire un piano attuativo comunale, ad esempio una lottizzazione, dei pareri singoli di tutti gli uffici comunali coinvolti, dal verde, alla viabilità, dal demanio ai lavori pubblici. Era il progettista-proponenete che doveva fare sintesi tra tutti i giudizi.

Con l’istituzione della conferenza di servizi interna – prosegue – decidemmo di tagliare drasticamente i tempi per istruire le pratiche, facendo sì che tutti gli uffici esprimessero i loro pareri in un’unica sede. Ora – conclude – agli uffici del Comune si aggiunge anche l’Amga che, a diritto, entra nella conferenza di servizi interna in modo tale da ridurre ulteriormente i tempi e le attese per il cittadino”.

I pareri che, per ogni piano attuativo comunale, devono essere richiesti agli uffici tecnici di Amga, infatti, riguardano tutti quei servizi connessi con le reti gestite dalla municipalizzata del Comune, dall’illuminazione, al gas, dalle fognature alla fornitura d’acqua. Ogni piano particolareggiato, infatti, deve contenere anche la schematica progettazione delle reti in funzione dei previsti insediamenti residenziali, produttivi o commerciali.

“Un ulteriore passo – conclude Santoro – che riduce l’iter di approvazione dei piani. Cosa che, al giorno d’oggi, è tutt’altro che banale”.



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