La firma oggi, 22 novembre, in Comune di Udine

Ambito, firmata la convenzione
tra i Comuni dell’udinese

Il documento, che conferma il ruolo del Comune di Udine come ente gestore,
stabilisce interventi, servizi e attività del Servizio Sociale dei Comuni

Promuovere lo sviluppo uniforme dei servizi del territorio potenziando la capacità di risposta di ogni singolo Comune ai bisogni dei propri cittadini. Assicurare servizi sociali di qualità, ma anche sviluppare economie di scala per ottimizzare le risorse economico – finanziarie, umane e strumentali, oltre a garantire un’efficace collegamento tra le decisioni politiche e la loro traduzione operativa.

Sono solo alcune delle finalità previste dalla “Convenzione istitutiva del Servizio sociale dei Comuni” dell’Ambito 4.5 dell’udinese, sottoscritta oggi, 22 novembre, a palazzo D’Aronco tra il sindaco del Comune di Udine, ente gestore, e i sindaci degli otto Comuni dell’Ambito, ovvero Campoformido, Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo del Friuli, Pradamano e Tavagnacco.

“Pur in un momento difficile – dichiara Nicola Turello, presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Ambito distrettuale 4.5 dell’udinese – la scelta è stata quella di rinnovare la convenzione anziché prorogarla, proprio per dar solidità e stabilità all’Ambito con una nuova convenzione valida per i prossimi cinque anni”. L’Ambito 4.5, infatti, è l’unico della regione Friuli Venezia Giulia ad aver deciso per la stipula di una nuova convenzione, invece di optare per una proroga come hanno fatto gli altri, anch’essi in scadenza”.

“Rinnovare la convenzione – spiega il sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell – rappresenta un atto molto importante e siamo molto soddisfatti per i risultati raggiunti fino ad ora. Risultati ottenuti anche di fronte ai mutamenti intercorsi nel tessuto sociale della popolazione a causa della crisi. Siamo sempre intervenuti – prosegue –, per stare vicini alle nuove povertà dovute alla crisi, oltre ad aver mantenuto costantemente alta l’attenzione per le persone disabili o a quelle più fragili”.

La convenzione, che avrà durata quinquennale, stabilisce gli interventi, i servizi e le attività del Servizio Sociale dei Comuni, il quale garantisce la realizzazione dei diversi progetti a seconda del settore d’intervento. Si va, infatti, da azioni a beneficio di tutte le aree del sistema integrato, come ad esempio il servizio sociale professionale, interventi di assistenza economica, pronto intervento sociale per le situazioni di emergenza personali e famigliari o promozione e sostegno all’istituto dell’amministratore di sostegno, fino a interventi a beneficio dell’area della non autosufficienza come, ad esempio, servizi di assistenza domiciliare.

Molti anche gli interventi, sempre curati dai Comuni in forma associata, che riguardano l’area infanzia e adolescenza, tra cui il servizio socio educativo territoriale e le accoglienze presso le comunità familiari. Ampia anche l’area d’intervento dedicata alla famiglia, con azioni che vanno dall’abbattimento delle rette per l’accesso ai nidi d’infanzia al sostegno e mantenimento dei minori, dagli aiuti per le adozioni internazionali, di minori italiani e stranieri, o per l’affido ai contributi a sostegno delle gestanti in difficoltà. Non sono da meno gli interventi che l’Ambito gestisce sul fronte degli anziani, come i soggiorni estivi, o su quello delle disabilità, come il trasporto verso i centri di riabilitazione, l’inserimento lavorativo o l’assistenza domiciliare.

A tutto questo, infine, si aggiungono le azioni che il Servizio Sociale dei Comuni può realizzare e gestire in forma associata. L’assemblea dei sindaci, infatti, può decidere all’unanimità (di norma in sede di programmazione annuale dell’attività) quali interventi possono essere aggiunti come, ad esempio, borse lavoro per giovani, la carta famiglia, i centri estivi, i contributi alle locazioni o per l’eliminazione delle barriere architettoniche, fino ad interventi socio educativi per disabili sensoriali.



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